A zonzo ancora per Genova piace andare se mia figlia ed il suo ragazzo fanno visita

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Genova | a piedi a più non posso

A zonzo ancora per Genova piace andare
se mia figlia ed il suo ragazzo fanno visita

Un lunghissimo percorso cittadino alla scoperta di zone conosciute e no

di Aldo Carpineti

La Nunziata
La Nunziata

A zonzo ancora per Genova piace andare soprattutto se si accompagnano due persone care che conoscono poco della città e arrivano dalla Toscana.

A Brignole ci si ritrova intorno a mezzogiorno. Un saluto e poi difilato in Piazza della Vittoria, al Parador, per un aperipranzo (passatemi il neologismo). Stuzzichini piacevoli ed anche nutrienti, assieme ad un drink, ognuno quello che si preferisce. Rapporto qualità/prezzo assai vantaggioso anche con la aggiunta del caffè finale.

Si decide per un salto a casa a posteggiare gli zaini, ed a fare una brevissima pennichella. Gli ospiti cominciano a tener conto dei saliscendi genovesi, affrontati a piedi, trasferendosi dal centro alle zone sopra piazza Manin attraverso via Peschiera, via Marcello Durazzo, la scalinata che arriva dal fioraio. Come se non bastasse, infine, salita Multedo che ha base in corso Armellini di fronte alla Farmacia Baudoin.

Una mezz’ora di riposo basta per rimettersi in sesto dal viaggio e dal pranzo. Di nuovo in marcia si percorre via Assarotti in discesa, piazza Corvetto guardando soltanto da fuori Mangini, Salita Santa Caterina che è patrimonio Unesco, piazza Fontane Marose. Sono circa le quindici e siamo in via Garibaldi, la Via Nuova come la si chiamava una volta e si è tornati a chiamarla da quando Genova è diventata città turistica. Piazza della Meridiana e via Cairoli, fino ad arrivare alla stupenda chiesa della Nunziata.

Poi giù a Porta dei Vacca, finalmente in Via del Campo dove gli ospiti di soffermano a lungo al 29 rosso, museo di Fabrizio De André, amanti e competenti come sono della musica contemporanea. Via del Campo è una scoperta per loro, il Centro storico lo è, si fanno i richiami alla graziosa della canzone di Fabrizio. Si percorre fino a fermarsi in un baretto dove due ragazze cortesi servono un caffè con omaggio di un cioccolatino di ottima qualità, gradito ai due ospiti che non conoscono questa usanza nostrana.

Si prosegue fino a piazza Campetto, e poi di nuovo su per via Luccoli; tutto il Centro Storico desta grande interesse ricco com’è di negozini dalle più disparate qualità merceologiche. Si riemerge in via Venticinque Aprile dove i prezzi di quanto esposto in vetrina fanno uno sbalzo colossale. Poi in piazza De Ferrari, un salto nel porticato bellissimo di Palazzo Ducale, piazza Matteotti e poi verso Porta Soprana. Da qui attraverso piazza Sarzano si ridiscende a mare, di fronte al ristorante dalla Rina. E si riparte in salita per Corso Aurelio Saffi.

Si arriva all’altezza di via Corsica e la si percorre tutta. In fondo il pullman della squadra calcistica del Cagliari sta scaricando i giocatori in uno dei pochissimi hotel 5 stelle della città. Domani il Cagliari affronterà la Sampdoria nell’ora in cui la maggior parte della gente è a pranzo. Si ridiscende su Via Venti Settembre che si fa per metà avendo deciso di prendere un aperitivo in uno dei locali di piazza delle Erbe. Due birre belghe per gli ospiti ed un prosecco per me, accompagnati da qualcosina da metter sotto i denti. Sono le 17.30 e la piazza comincia ad affollarsi. Una lunga e piacevole sosta, qui.

Poi ancora via Venti e via San Vincenzo dove si acquista qualcosa in profumeria; è quasi ora di cena, si ripassa davanti alla stazione Brignole, e si raggiunge la trattoria di Domenico in piazza Giusti. Trenette al pesto con patate e fagiolini, poco vino rosso della casa per non esagerare con l’alcool. Un dolce. Apprezziamo la cucina di Domenico e lo facciamo presente ai gestori.

Di nuovo per strada, decidiamo di concludere la serata al bar Bertoli di piazza Manin che raggiungiamo percorrendo a piedi tutto Corso Monte Grappa. Qui siamo nell’habitat quotidiano e famigliare.  Scambiamo due belinate con Paolo, Chiara e Raul, che hanno la battuta pronta. Ed è ora di andare a nanna, una giornata piuttosto piena, direi, alla faccia di chi dice che a Genova c’è poco da vedere e da fare.

Domani mattina contiamo di essere a Pegli alla villa Pallavicini in tutto il suo splendore e di prendere alle 14.50 il battello della Amt che di riporterà al Porto Antico. Da qualche parte si farà una scorta di pesto genovese e di salsa di noci, da portare in Toscana. Poco dopo le 17.00 c’è il treno per il loro rientro. 

Domenica 24 febbraio 2019

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