Arbusti divelti e rovesciati sui sentieri. Il Parco di Portofino abbandonato a sè stesso

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Camogli | Parco di portofino

Arbusti divelti e rovesciati sui sentieri
Il Parco di Portofino abbandonato a sè stesso

Ben visibili le tracce della grande mareggiata di fine ottobre 2018 che ha distrutto gran parte della vegetazione del Parco di Portofino

di Francesca Camponero

Sentiero Semaforo Nuovo
Sentiero Semaforo Nuovo
Sentiero Semaforo Vecchio
Sentiero Semaforo Vecchio
Sentiero Parco Portofino
Sentiero Parco Portofino

Anche se siamo a febbraio possiamo dire che la nostra regione ci regala già delle giornate primaverili, tali da consentire a chi piace splendide passeggiate nel nostro entroterra. Senza dubbio uno dei percorsi più belli e che ci invidiano anche da fuori Italia è quello del Parco di Portofino. Per l'esattezza dovremmo dire il gruppo di percorsi che offre il promontorio di Portofino perchè la scelta dei sentieri da intraprendere è davvero ampia.

Penso che siano pochi i genovesi che non conoscano il percorso che si imbocca dall'Hotel Kulm di Portofino Vetta e che porta al Semaforo Vecchio. Una splendida passeggiata tra ombra e sole in cui si incontrano numerosi cipressi, abeti bianchi e altri esemplari di Chamaecyparis lawsoniana (il cipresso di Lawson) piantati in tempi storici per scopi ornamentali, ma la vegetazione predominante lungo tutto il percorso è comunque ii bosco mesofilo misto, qui composto prevalentemente da carpino nero. Questa essenza è frequentemente accompagnata da castagno e roverella nelle zone più basse, mentre si trova quasi allo stato puro presso la vetta laddove l’ambiente è più mesofilo, cioè né secco, né umido, ma con un clima di mezzo.

Oltre allo strato arboreo questi boschi presentano più strati arbustivi costituiti da giovani individui delle specie arboree, da agrifoglio, corniolo, biancospino, maggiociondolo, nocciolo, erica arborea, erica carnicina, pungitopo, da liane come edera e vitalba, e da uno strato erbaceo costituito da graminacee, anemoni, primule, viole, gerani eccetera che prospera particolarmente all’inizio della primavera quando gli alberi sono ancora senza foglie e la luce raggiunge quasi integralmente il sottobosco. 

Il primo tratto di sentiero si sviluppa nella zona in cui vengono a contatto le due formazioni rocciose presenti sul Promontorio: i calcari di Monte Antola e il conglomerato di Portofino. Qui affiora solo il secondo tipo di roccia che, sovrapposto ai calcari, li nasconde con enormi blocchi di roccia separati dalla massa principale, dalla quale sono precipitati.

Verso la cima il sentiero consente di apprezzare le caratteristiche del clima sommitale, infatti qui si incontrano le masse di aria calda provenienti dai versanti marini meridionali con le fredde correnti settentrionali che danno luogo ad un elevato grado di umidità atmosferica, spesso condensata in fitta nebbiolina. Ed era proprio una nebbiolina che abbiamo trovato domenica scorsa e che ci ha accompagnati fino in cima, dove finalmente intorno alle 13 ha lasciato spazio ad un caldo sole. 

Una passeggiata che affascina sempre ma in cui attualmente non si possono non notare i disastri lasciati dalla terribile mareggiata che ha devastato la zona a fine ottobre. Una mareggiata che ricordiamo tutti ha distrutto parte del porticciolo di Rapallo causando la fuoriscita delle grosse imbarcazioni dal porto che si sono poi abbattute sul lungomare della cittadina e che ha devastato le valli circostanti con un vento che viaggiava a 120 km all'ora.

Ebbene quel vento forte è anche riuscito a sradicare gran parte degli alberi sul promontorio di Portofino, che ora, a ben quattro mesi dall'accaduto, sono ancora lì rovesciati sui sentiri, senza che si ponga rimedio.

Guardando lo scempio naturale ci si rende anche conto che malgrado il vanto che la nostra regione si fa del parco di Portofino, questo grava di una situazione allo sbando. Gli alberi che adesso sono divelti e rovesciati per terra hanno un arbusto secco, malcurato, e per questo non hanno retto alla furia del vento. Le piante che ricoprono il promontorio sono per gran parte malate e sofferenti e tutto intorno non risulta per nulla curato a dovere. 

Quando inevitabilmente facciamo il confronto con i parchi della Costa Azzurra per noi italiani c'è da vergognarsi! 

Certamente la chiusura del Kulm avvenuta alla fine del 2013 a causa di un contenzioso sorto tra la società proprietaria e la gestione ha peggiorato le cose. Da allora infatti la zona è caratterizzata da degrado, incuria, abbandono e disordine e la vegetazione si sta riappropriando di tutti gli spazi, rami secchi e fronde si protendono verso l'asfalto della strada attraversata, ogni giorno, da molti escursionisti. 

L'assessore regionale alle infrastrutture Giacomo Giampedrone nel 2016 affermò che era necessario «uno sforzo congiunto delle istituzioni per sviluppare una capacità imprenditoriale per restituire questo sito al territorio» ed aveva assicurato il proprio impegno in questo senso, ma siamo nel 2019 il Kulm sembra la casa della famiglia Addams e, cosa ancor più grave, il Parco di Portofino è lasciato a sè stesso.

Martedì 19 febbraio 2019

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