Carlotta Paolo Anna e Mario i loro impegni la loro vita serena in quella Casa di Morgex

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capitolo trentanovesimo del romanzo

Carlotta Paolo Anna e Mario i loro impegni
la loro vita serena in quella Casa di Morgex

I due ragazzi crescono e frequentano sport e discipline artistiche

di Aldo Carpineti

Angela Greco, L'Amore e il Perdono
Angela Greco, L'Amore e il Perdono

Capitolo trentanovesimo

Carlotta e Paolo erano cresciuti molto: la ragazzina in particolare era alta e snella; si dedicava a diverse attività scolastiche ed extra scolastiche, sportive e culturali anche orientate, come si dice, allo sviluppo della persona in modo armonico ed equilibrato. Era il momento, per lei, delle grandi passioni per la musica, per la danza, per le letture. Paolo aveva già un forte interesse per il calcio visto in televisione e giocato sui prati, parlava quasi perfettamente l'inglese, avendo saputo mettere a frutto la compagnia di Ethel; in più, vissuti questi suoi anni sempre in Val d'Aosta, dimostrava anche una buona famigliarità con il francese. I due ragazzi si divertivano ancora moltissimo a praticare, appena potevano, lo sci, loro prima passione, e Mario aveva ormai difficoltà a tenere il loro passo, e non soltanto per il fatto che gli anni passavano anche per lui. In queste scorribande Anna non li seguiva perché non aveva mai imparato a sciare, ma li vedeva così contenti quando rientravano a casa che non poteva che essere altrettanto felice per loro. Da un po di tempo Anna, invece, si dedicava un paio di volte la settimana a passeggiate anche di sei o sette chilometri, fra andata e ritorno, in direzione di Pré Saint Didier: in un'ora di marcia bruciava grassi e zuccheri quanto era necessario per mantenere una silouhette sempre invidiabile e per sentirsi a proprio agio con se stessa.

Tutti e quattro insieme facevano un po di piscina quando gli orari e i diversi impegni glielo permettevano, interpretando il nuoto in forma quasi esclusivamente ludica: scendevano nello stesso tempo in acqua, giocavano fra loro e si divertivano un mondo. In questo momento Anna viveva contenta, non c'erano cause che disturbassero la sua serenità; era arrivata a svolgere una professione che le piaceva e che per lei ormai non aveva più segreti, pur procurandole ancora tante curiosità; la vita famigliare le dava soddisfazioni ora profonde ora lievi; la Casa si era modificata radicalmente in termini di movimento di gente e di giro economico, anche se a lei non dispiaceva ricordare quei tempi in cui, un po come una pioniera, era giunta a Morgex, con una bimba, una 500 ed una valigia. Mario aveva saputo crearsi una professione autonoma con le proprie mani e viveva questo traguardo con entusiasmo. I ragazzi crescevano bene e sapevano distinguere al volo quanto andava preso seriamente e quanto per gioco. Altre volte Anna ritornava con il pensiero agli anni in cui era ragazza, e doveva tirare con i denti per arrivare in fondo al mese mangiando soltanto una volta al giorno: i suoi genitori erano morti presto, prima sua madre e dopo due anni il padre: lei aveva lasciato la scuola perché le era toccato di mettersi a lavorare per vivere; e l'affitto le dimezzava la paga. Ne era passata di acqua sotto i diversi ponti del Tanaro e della Dora…. eppure Anna continuava ad amare quei ricordi, anche se ne parlava, confidenzialmente, solo alle persone più vicine. Per Mario il primo grande capitolo della vita era stato quello di Genova. Di là era venuto via a quarantuno anni, ma a Genova aveva fatto gli studi, aveva giocato a calcio come portiere in una squadra di Promozione, aveva frequentato amicizie e conoscenze, si era impiegato nell'azienda metalmeccanica del porto, dove aveva appreso il suo lavoro. Nel frattempo, la Casa stessa aveva ormai raggiunto la condizione di lavorare al massimo delle sue potenzialità sia per quanto riguardava l'attività di affittacamere, sia sotto l'aspetto della affluenza alla sala bar e ristorante: l'apertura dell'angolo pizzeria aveva richiamato altri avventori, tanto che, nei momenti di punta si rischiava di non riuscire a servire tutti. Di regola, al sabato sera, in più di un turno ai tavoli, l‟ ambiente era risonante della presenza di diverse rumorose comitive e movimentato da un andirivieni rapido e geometrico di chi serviva ai tavoli; Nicoletta e Martina erano addette a questo incarico, mentre Arturo, costantemente impegnato al forno come pizzaiolo, era assistito da Anna che gli faceva da aiuto. Infine Adele preparava i piatti di cucina tradizionale. Una situazione che si ripeteva anche nei mesi di bassa stagione, perché la gente di città aveva ormai imparato a passare una serata diversa alla casa di Morgex.

Venerdì 19 febbraio 2021

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