Italia e Europa: i veri amici si vedono nel momento del bisogno, l'Orizzonte

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Italia e Europa: i veri amici si vedono
nel momento del bisogno, l'Orizzonte

Considerazioni sulla attuale situazione nel continente Europeo

di Associazione Politica Nazionale Orizzonte

Logo associazione orizzonte https://www.lorizzonte-oro.it/
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-In questo momento così inedito e difficile che stiamo attraversando, di fronte ad una crisi per certi versi senza precedenti, in molti si interrogano sul ruolo dell'Europa.

Questa unione di stati, per sua natura confusa e complessa e il cui funzionamento spesso è un mistero per i suoi stessi cittadini, ha portato oggettivi vantaggi ai suoi membri e sta garantendo il più lungo periodo di pace della storia del nostro continente.

Di fronte al caso dell'Italia però, colpevole solo di essere stata la sfortunata prima vittima europea del Coronavirus, sono riemersi molti degli egoismi che giustificano la posizione di coloro che che vedono nell'Unione Europea solo un giocattolo della finanza, senza nessuno scrupolo verso i reali bisogni e difficoltà dei suoi abitanti.
Ora da ogni istituzione europea saltano fuori parole di solidarietà, di vicinanza e supporto, ma molti potrebbero sarcasticamente commentare: facile farlo adesso, dopo che tutti hanno assaggiato il gusto amaro di un'epidemia di massa! Avrebbero speso le stesse parole, se la cosa fosse rimasta confinata in Italia? O avrebbero accusato il nostro paese, come purtroppo in parte è successo, di essere il solo responsabile dei suoi guai?

L'Unione Europea, se vuole avere un senso, non può limitarsi a seguire la politica del «mal comune mezzo gaudio», ma deve aiutare i suoi membri nei momenti di difficoltà, e deve farlo per poter crescere più forti tutti insieme.
Ed aiutarli non vuol dire sfruttarli, imponendogli prestiti con tassi di interesse proibitivi che aggraveranno solo i loro debiti pubblici.

Per questo noi di Orizzonte siamo fermamente contrari al MES come strumento per affrontare questa crisi. Il MES nasce per evitare il tracollo di economie in difficoltà all'interno dell'Unione Europea, ma accedervi richiede un prezzo da pagare, sulla base del fatto che lo stato la cui economia è in crisi viene ritenuto responsabile di tale situazione, e quindi gli viene richiesto di adottare misure correttive.
Concettualmente può essere condivisibile: se la tua economia non è sostenibile, devi adottare misure che la rendano tale, anche per non mettere in difficoltà tutta l'Unione.
Ma di fronte ad un virus che costringe all'isolamento e al congelamento sostanziale dell'economia reale, come si può essere così meschini da non vedere la differenza? Bisognerebbe sostenere chi è in difficoltà, senza condizioni, senza giudizi, perchè tutti siamo uguali di fronte al virus. Gli stati più «fortunati» o che hanno economie più forti, non possono esimersi dall'aiutare i loro vicini, senza distinzioni, così come uno Stato adotta misure per tutti i suoi cittadini, indipendentemente dalla regione in cui abitano.

I coronabond potrebbero essere una misura momentanea per arginare il prima possibile questa crisi, sebbene non possano essere una soluzione di lungo periodo. Il nostro debito, anche se in comune con gli altri Paesi europei, sarebbe completamente in mano al mercato finanziario, ed è inaccettabile che i momenti di crisi diventino l'occasione per far ingrassare gli speculatori. Invece noi pensiamo che si debba istituire un fondo dove gli Stati membri possano attingere in momenti di difficoltà, (ora per la situazione coronavirus, magari in futuro per rafforzare la sanità o per misure che incrementino le politiche sul lavoro) senza dover pagare interesse o addirittura restituendo solo parzialmente i soldi prestati, dal momento che si tratta di investimenti che aumentano il valore non di un paese singolo, ma di tutta l'Unione.

Noi di Orizzonte non siamo contro l'Europa, anzi! È l'Europa stessa che è contro sé stessa, se i suoi membri agiscono nell'egoismo. Riportiamo alcune delle nostre proposte in tema Europa, per chiarificare la nostra posizione

  • Riforma radicale delle sue istituzioni, abolendo il Consiglio eEropeo, in modo che ogni singolo governo non possa mettere il veto, dando più centralità al Parlamento europeo, unico organo eletto direttamente dai cittadini europei e in grado di rappresentarli
  • Eliminare completamente il meccanismo del fiscal compact e dar vita a una maggiore flessibilità del rapporto deficit/pil a seconda della fase economica e sociale che stiamo vivendo
  • Eliminare il vincolo di bilancio
  • Istituire un fondo europeo dove gli Stati con evidenti segni di difficoltà economici e sociali possano attingere senza che gli venga richiesto niente in cambio, se non di adeguarsi alle politiche europee e di correggere le scelte non in linea con esse.
  • Applicare politiche fiscali e di welfare uniformi il più possibile in tutta l'Unione.
  • Eliminare completamente i paradisi fiscali.

È il momento per l'Europa di fare un passo avanti. Sarà in grado di cambiare, per poter sopravvivere e affrontare le difficoltà come una comunità democratica di persone, o continuerà ad essere un'arena dove ogni Stato pensa al suo momentaneo interesse sulla pelle dei più deboli?

Giovedì 23 aprile 2020

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