La casa di Morgex, il primo romanzo breve di Aldo Carpineti lo pubblichiamo a capitoli

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il libro in cartaceo nel 2004

La casa di Morgex, il primo romanzo breve
di Aldo Carpineti lo pubblichiamo a capitoli

Faceva parte di un volumetto che conteneva anche Al di là della porta

di Aldo Carpineti

Cover in cartaceo
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Apprendistato di uno scrittore
Apprendistato di uno scrittore

Capitolo Primo

Anna era arrivata da dieci mesi in quella casa a Morgex con una valigia neanche troppo grande ed una bambina che dimostrava quattro o cinque anni. Nessuno sapeva con certezza come avesse avuto la casa, se l‟ avesse acquistata o se le fosse toccata in eredità. I precedenti padroni di casa si erano sempre visti poco e non avevano mai legato con i paesani e la casa era rimasta inabitata per diversi mesi, prima del suo arrivo. Ne aveva usufruito per ultima, in affitto, una famiglia del posto, due anziani con un figlio di una quarantina d‟ anni. Il figlio gestiva il bar al piano terra, soprattutto a beneficio dei pochi bevitori del paese per i quali era un punto di riferimento per la soddisfazione della propria abitudine e di ritrovo per avere compagnia. I tre, poi, se ne erano andati a stare ad Aosta, dove c'è l'ospedale, perché l'anziana aveva bisogno di cure con una certa frequenza. Anna trasformò il bar con pochi piccoli ritocchi, e diede una nuova destinazione al piano di sopra ricavandone tre camere da letto: la prima, due letti singoli, la adibì per sé e a sua figlia, le altre due, matrimoniali, le affittava a gente di passaggio, di solito turisti che avrebbero poi, il giorno dopo, visitato Courmayeur e i suoi dintorni oppure contavano di passare una giornata sugli sci; quando si fermava un camionista diretto al tunnel, Anna gli lasciava una delle due camere doppie ad un prezzo scontato. Nel retro del bar c'era la cucina, dove era possibile preparare qualcosa da mangiare anche per gli ospiti delle camere che, secondo la loro preferenza, consumavano il piatto giù a un tavolo del bar o in camera propria.

Anna era solita accompagnare, ogni mattina, con la sua 500 piuttosto sgangherata, alle otto, compreso il sabato, la figlia Carlotta all'asilo di Pré Saint Didier, una località che dista pochi chilometri, in direzione di Courmayeur. Spero proprio che tu vorrai studiare negli anni che verranno, Carlotta – le ripeteva Anna - quelli che studiano hanno più facilmente un avvenire. Lasciata la bimba e tornata a Morgex, intorno alle otto e tre quarti, apriva il bar. In questo modo ti perdi tutti i clienti delle colazioni. le faceva osservare una signora che aveva l'uscio di casa sulla piazzetta, di fronte a quello del bar. Non importa - ribatteva Anna – preferisco che Carlotta frequenti altri bambini, all'asilo e poi a scuola, e si faccia un'istruzione, alla fine sceglierà lei quel che vorrà fare. Carlotta all'asilo ci andava volentieri e questo era un motivo in più perché lo frequentasse: socializzare a quell'età è importante per avere più tardi rapporti migliori con la gente; ad Anna lo aveva detto, tempo addietro, un medico di Asti, e lei se n'era convinta, capace com'era di distinguere, fra quello che sentiva dire, le cose che era il caso di apprezzare da quelle che meritavano scarso credito. In basso scorreva la Dora, alle spalle della casa e del paese: Anna lavava a mano le lenzuola in una piccola ansa del fiume, con un pezzo di sapone. Il resto del bucato lo sciacquava due volte con lo stesso sapone nel lavatoio di cucina, e poi appendeva tutto a una cordicella, legata a due pali infissi nel terreno e distanti una decina di metri l'uno dall'altro: infine, perché il vento non si portasse via ogni cosa, fissava i capi stesi con delle robuste mollette di legno; Quando riuscirò a mettere da parte un po di quattrini vedrò di comprare anche la lavatrice, programmava spesso tra sé e sé.

In un tardo pomeriggio di fine settembre, mentre era intenta proprio all'operazione di ritirare i panni asciutti, Anna, sentito il rumore di un'auto, gettò un'occhiata tra un vestitino e l'altro, e vide scendere dalla 124 blu non di ultima serie una coppia, sui quarant‟ anni lui, alto coi capelli neri ed un po lunghi, tirati indietro, anche sulle orecchie, jeans portati bene sulle gambe lunghe, occhiali scuri appoggiati sopra la fronte; di cinque o sei anni più giovane, lei, magra ed elegante nei suoi abiti casual ricercato con diverse tonalità, capelli castano chiaro, lisci, né lunghi né corti, l'espressione attenta di chi vuole cogliere ogni particolare. Avete una camera? chiesero. Anna li fece entrare e li precedette nel salire la breve scala, appoggiata alla parete di destra del salone. La volete con finestra sul fiume o sulla piazzetta? I due si guardarono per un attimo, poi lui disse: Sul fiume; non ci darà fastidio il rumore dell'acqua, anzi... Gli ospiti chiesero se era possibile mangiare qualcosa, intorno alle otto, dopo un breve riposo, e Anna domandò che cosa preferissero: potevano scegliere tra polenta con fontina o sugo di funghi, pasta con burro e salvia, zuppa di verdura e, infine, la ghiacciaia conteneva ancora due belle trote della Dora da preparare sulla griglia. Vada per la trota con verdure cotte. E per me con patate lesse.

Lunedì 25 gennaio 2021

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