La musica di Bice Costa Horszowski appassiona. Dolce, fresca, giovane come non mai

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Genova | all'Auditorium Verdi Istituto david chiossone

La musica di Bice Costa Horszowski appassiona
Dolce, fresca, giovane come non mai

Bice Horszowski Costa è la vedova del grande musicista del xx secolo Mieczyslaw Horszowski, pianista polacco naturalizzato statunitense, che l’ha sposata all’età di 89 anni. Un grande amore alimentato dalla passione per la musica

di Francesca Camponero

Bice Costa al pianoforte
Bice Costa al pianoforte
M. Horszowski
M. Horszowski

Che la musica faccia bene al corpo ed allo spirito non è un segreto, lo abbiamo constatato in tante occasioni e l’ultima dimostrazione la abbiamo avuta ieri pomeriggio (domenica 10 marzo 2019) al concerto di Bice Horszowski Costa, tenutosi all’Auditorium Verdi dell’Istituto David Chissone di Corso Armellini a Genova, a cura di Liguria Eventi.

Bice Horszowski Costa è la vedova del grande musicista del XX secolo Mieczyslaw Horszowski, pianista polacco naturalizzato statunitense, che l’ha sposata all’età di 89 anni, quando lei invece ne aveva 49. Un amore fuori dal comune la cui passione più grande è stata indubbiamente quella la musica.

La musica, linfa vitale e rigeneratrice, ossigeno, senza il quale i musicisti non potrebbero vivere, è il primo ed unico linguaggio universale ed è l’unico elemento in grado di rallegrare e di confortare tutti, indistintamente. Un linguaggio che Bice ha fatto suo da molti anni. Nata nel 1932 Madame Horszowski è una donna piccola, curva, dai capelli bianchissimi ed un sorriso di bambina, le sue mani oramai nodose per l’età avanzata quando si posano sui tasti del pianoforte volano sulla tastiera e quello che esce fuori è il suono degli angeli.

Nesuno spartito sul pianoforte, lei ha tutto scolpito nella mente, il ricordo vivo di quanto fatto tutto una vita: suonare. Il programma del concerto di ieri prevedeva la Partita n. 1 BWV 825 in si bemolle di Johann Sebastian Bach, l’Intermezzo op. 118 n. 2 di Brahms e la Sonata in si bemolle D 960 di Schubert, tutti brani complicatissimi e lunghi, eppure la splendida Bice ha avuto solo qualche piccolo vuoto di memoria con Bach, ma il resto è scorso tutto in maniera perfetta come se quelle mani fossero quelle di una ragazza.

Ma a differenza di una ragazza appena diplomata in pianoforte Madame Horszowski ha tutta la sapienza dell’esperienza, tutto il pathos necessario per dare ai brani la giusta interpretazione, trasmettendo al pubblico grande emozione. I presenti, che erano tanti, sono rimasti attenti per tutto il lungo concerto godendo di un benessere psicofisico che solo le note che escono fuori grazie a certi talenti sanno dare.

Alla fine del concerto la Signora Bice, evidentemente ancora per nulla stanca, ha deciso di deliziarci ancora concedendo un bis. Ha eseguito il Preludio 17 di Chopin, il più lungo assieme al 15, un brano struggente dalla melodia dolce ed epica insieme, indubbiamente uno dei più belli del grande pianista romantico. Evidentemente un brano a cui lei è molto legata e che ha eseguito con tutto l’amore che ha nel cuore.

Peccato non ci fossero giovani al concerto, avrebba fatto molto bene agli studenti del Conservatorio ascoltare la pianista genovese che ha tenuto concerti in tutto il mondo, Germania, Svizzera, Gran Bretagna, Francia, una donna straordinaria, ricca di conoscenza pratica della vita, quella che si acquisisce solo col passare degli anni e l'esercizio continuo.

Grazie Bice e che Dio ti conservi ancora a lungo.

Lunedì 11 marzo 2019

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