No alle circoncisioni fatte in casa

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Genova | fatti di cronaca

No alle circoncisioni fatte in casa

Bisogna avere rispetto delle tradizioni degli altri popoli, ma se risiedono in Italia bisogna anche garantire loro, gratuitamente, nelle strutture sanitarie pubbliche la circoncisione. Cosa che avviene da tempo in Toscana, ma non in Liguria

di Francesca Camponero

Circoncisione ebrei
Circoncisione ebrei
Circoncisione neonato ebreo
Circoncisione neonato ebreo

Molte famiglie straniere per motivi religiosi o culturali praticano la circoncisione ai loro bambini. è giusto avere rispetto delle tradizioni degli altri popoli, ma se risiedono in Italia bisogna anche garantire loro, gratuitamente, nelle strutture sanitarie pubbliche questo intervento medico. Cosa che avviene da tempo in Toscana, ma non in Liguria. Fose per questo giorni fa è avvenuta la tragica morte di un bambino di 28 giorni per un intervento di circoncisione fatto in casa.

Inammissibile! Se non si vuole concedere il servizio in forma totalmente gratuita bisognerebbe almeno attivare un ticket accessibile a tutti, onde evitare che chi non può pagare continui a mettere a rischio la salute e la vita dei bambini.
La programmazione sanitaria nazionale non prevede all’interno dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) la gratuità della circoncisione non terapeutica, ma garantisce solo quella prescritta dai medici per risolvere disturbi anatomici. Quest’operazione, in Liguria, viene effettuata attualmente negli ospedali Gaslini (Genova), San Paolo (Savona) e Sant’Andrea (La Spezia). Ma poiché la circoncisione viene praticata anche per motivi religiosi e culturali, soprattutto fra persone di religione ebraica e islamica, bisogna evitare che avvenga nell’illegalità, motivo che, probabilmente, spiega anche i frequenti ritardi nella richiesta d’aiuto ai presidi ospedalieri.

Infatti il libero mercato, parlando naturalmente di circuiti illegali, offre cifre significativamente inferiori, intorno agli 80 euro a intervento, ma senza alcuna garanzia di professionalità. Ovviamente non basterebbero le agevolazioni dei ticket per convincere coloro che praticano la circoncisione in casa, ma sarebbe anche opportuno attuare campagne di sensibilizzazione, invitando i genitori a servirsi dei servizi sanitari autorizzati.

Alcuni politici della sinistra hanno già fatto richiesta di questo alla Regione Liguria che speriamo ascolti questa invocazione perchè salvare vite umane deve essere la priorità di ogni governante.

Giovedì 4 aprile 2019

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