Palazzo Fieschi pieno per la conferenza sul. Decreto Sicurezza indetta da Logos

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Genova | conferenza sestri ponente

Palazzo Fieschi pieno per la conferenza sul
Decreto Sicurezza indetta da Logos

Un decreto che per la prima volta nella storia dopo i tempi della dittatura, concede ai medici di famiglia di fare i delatori. Un decreto che toglie le fondamenta di quei piccoli canali integrativi già presenti nella nostra società

di Francesca Camponero

Momento della conferenza
Momento della conferenza

Aumento del 46% di vittime civili dal 2016, una condizione che favorisce l'immigrazione. Sono 69 milioni i migranti forzati, la cui maggiornaza sono sfollati interni - ha detto Ezio Poletti del Centro di Documentazione Logos ieri, martedì 19 febbraio alle ore 17,30 alla conferenza indetta a Palazzo Fieschi a Genova Sestri Ponente.

La Conferenza dal significativo titolo “Più PRECARI CON LA LEGGE SICUREZZA” prevedeva un'ospite d'eccezione, Manuela Dogliotti, della Cooperativa “Un’ altra storia” Coronata Campus, braccio destro di don Martino.

Una ragazza radiosa che con passione ha raccontato del lavoro che si svolge al Campus di Coronata, ma soprattutto ha fatto presente quanto di sbagliato di ci sia nella legge Salvini che renderà più difficile la vita non soltanto agli immigrati ma anche ai cittadini italiani.

"La nostra è un'accoglienza ad un'altra cittadinanza. I numeri riportati da Poletti hanno purtroppo poca forza rispetto alla percezione creata dai fautori della paura - ha detto la Dogliotti- e noi a Genova siamo ancora fortunati perchè la nostra città ha una parte giuridica che sta lavorando molto per rendere il decreto più sicuro davvero. Un decreto che ci lega alla fragilità, che aiuta solo coloro che hanno bisogno e quindi molto costoso. Un decreto che per la prima volta nella storia dopo i tempi della dittatura, concede ai medici di famiglia di fare i delatori. Un decreto che toglie le fondamenta di quei piccoli canali integrativi già presenti nella nostra società.

Quello che sta accadendo in Italia - continua la Dogliotti - ci preoccupa perchè rispecchia un problema della nostra società che è quello della mancanza di soluzioni. Stiamo vivendo in un momento in cui quello che era la forza civile italiana, ovvero il tessuto costruito sui diritti, è messo in discussione. Le nostre società sono di fronte alla sfida di essere società integrative. La società in cui viviamo adesso ci fa sentire più soli, per questo siamo tutti tentati ad affidarci a chi è più forte. Questo è il gioco dei nostri politici. Ma la vera sicurezza la dà la visione di apertura. Solo creando canali legali d'ingresso verrà eliminato il problema degli scafisti e quindi di quella che chiamano immigrazione clandestina. Le nostre normative invece di aiutare bloccano. I corridoi umanitari dovrebbero esistere già nei paesi in guerra, già là dovrebbe essere riconosciuto lo status di rifugiati. 

Accogliere, dare integrazione, aiuta a riconnettere il territorio. Noi italiani siamo sempre stati i primi nei diritti civili e adesso che facciamo buttiamo tutto al vento? Voglio ricordare per altro che i CAS sono tutt'altro che integrazione! Noi ci siamo inventati strade per accompagnare i nostri ospiti all'integrazione, il nostro aiuto non consiste solo nel farli dormire a mangiare ma li prepara allo stare fuori facendo sì che siamo pronti al mondo del lavoro.

La vera sicurezza è cominciare a pensare ad un orizzonte comune, diceva Bauman e noi è a questo che puntiamo".

Con Manuela Dogliotti anche quello che lei chiama un suo "collega", un ventitrenne del Camerun, Fadil, in Italia dal 27 maggio 2016. Il ragazzo ha raccontato la sua triste stroria, l'uccisione dei genitori e del fratello maggiore, la fuga dal suo paese, la prigionia in Libia, il viaggio verso l'Italia, lo sbarco a Palermo e l'arrivo a Genova. Prima ospite alla Comunità di Sant'Egidio e poi al Campus di Coronata dove studia da elettricista, mentra la domenica va a fare assistenza agli anziani.

Questi sono la maggior parte dei ragazzi che vengono da lontano, con sulle spalle un bagaglio di dolore che si porteranno appresso per tutta la vita. Queste non sono certo le persone di cui dobbiamo avere paura.

Mercoledì 20 febbraio 2019

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