Presentato il Giro d'Italia 2018 non passa dalla Liguria, è un danno per l'immagine

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Presentato il Giro d'Italia 2018 non passa
dalla Liguria, è un danno per l'immagine

Una scelta discutibile, il Giro non transita né ha finale di tappa qui

di Aldo Carpineti

Partenza del Giro 2018
Partenza del Giro 2018

Il percorso del Giro d’Italia non prevede tappe in Liguria, né transiti né arrivi. Una scelta degli organizzatori che penalizza non soltanto la diffusione del ciclismo nella nostra regione ma anche la circolazione delle immagini di essa nel resto del territorio italiano.

Una scelta discutibile dal momento che Genova e la Liguria sono oggi all’avanguardia nel panorama economico e sociale del paese e soprattutto offrono paesaggi incomparabili.

Ci fa piacere tuttavia nei giorni della presentazione del Giro 2018 ricordare tempi eroici del ciclismo che vengono spesso dimenticati pur avendo prodotto campioni di grande livello. Un modo per rendere giustizia ad un'epoca, ciclistica e no.

Intendiamo parlare della seconda metà degli anni ’50 e dei primi ’60, quando, dopo l’era di Coppi e Bartali, la scena era dominata da due grandi campioni molto diversi tra loro per doti ciclistiche ed anche per carattere: Jacques Anquetil e Charly Gaul.

Uomo del cronometro il primo, calcolatore e grande passista, fu anche recordman dell’ora per un lungo periodo.  Estroso ed eccentrico il secondo, re della montagna, amato in Italia per le sue leggendarie scalate solitarie alle vette spesso fra due ali di neve.

La loro rivalità fu proverbiale in quegli anni, sia al Giro sia al Tour. Gaul vinse due Giri d’Italia e un Tour de France staccando tutti sul Bondone e sul Piccolo e Grande San Bernardo. Anquetil entrò nella storia dei grandissimi del ciclismo conquistando cinque vittorie al Tour de France.

Lussemburghese Gaul, francese della Normandia Anquetil, uno si ritirò a vita solitaria dopo gli anni del ciclismo, l’altro fu amato e corteggiato da tante signore.

Erano i tempi in cui sulle strade italiane Rick Van Looy e Miguel Poblet si contendevano le volate al  Giro e alle Milano-Sanremo e Federico Martin Bahamontes si guadagnava il soprannome di Aquila di Toledo per i suoi trionfi sui Pirenei. Altri tempi ed altro ciclismo. Di allora forse oggi è rimasta soltanto la Parigi-Roubaix.  

Venerdì 8 dicembre 2017

© Riproduzione riservata

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