Tornano i balletti sul ghiaccio al Carlo Felice quest'anno in scena La Bella Addormentata

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Tornano i balletti sul ghiaccio al Carlo Felice
quest'anno in scena La Bella Addormentata

Il Balletto sul ghiaccio di San Pietroburgo è una Compagnia di danza unica al mondo, che unisce due grandi tradizioni russe, il balletto e il pattinaggio sul ghiaccio, trasformando uno sport spettacolare in un’arte espressiva

di Francesca Camponero

La bella Addormentata sul ghiaccio
La bella Addormentata sul ghiaccio

Quest'anno la stagione danza del teatro Carlo Felice ha portato in scena la trilogia di Caikovskij che giovedì 31 gennaio, alle ore 20.00, si conclude con il celebre balletto La bella addormentata, il terzo titolo del ciclo realizzato con il sostegno di Crédit Agricole.

Protagonista dello spettacolo il Balletto sul ghiaccio di San Pietroburgo, fondato nel 1967 e oggi diretto da Kostantin Rassadin. Una Compagnia di danza unica al mondo, che unisce due grandi tradizioni russe, il balletto e il pattinaggio sul ghiaccio, realizzando il miracolo di trasformare uno sport spettacolare in un’arte espressiva, che il pubblico genovese ha già apprezzato quando ha portato Il Lago dei Cigni e Lo Schiaccianoci nelle scorse stagioni. La bella addormentata presentata quest’anno dal Teatro Carlo Felice non è infatti un tradizionale balletto danzato sulle punte, ma bensì una versione speciale danzata sulle lame.

Secondo Rudolf Nureyev La bella addormentata è il «balletto dei balletti», la rappresentazione più pura di quello stile sublime di danza nato dall’approdo, nell’800, della scuola franco-italiana alla corte degli Zar. E in effetti, basta pensare alla scena del secondo atto in cu la Principessa Aurora danza a turno con quattro pretendenti (il famoso “Adagio della rosa”), considerata una delle prove tecnicamente più difficili, per una étoile, di tutto il repertorio ballettistico.

Quanto alla musica di Č ajkovskij, molti ritengono che quella per La bella addormentata sia la sua più suggestiva composta per balletto; come ha scritto Vittoria Ottolenghi, è una musica «che, pur nella sua molteplicità, esprime come in un poema sinfonico la storia di una vita: la nascita, la crescita, la magica sospensione del sonno – echi mitici di morte e resurrezione stagionale – e poi il risveglio all’amore, alla vita.»

La direzione dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice è affidata ad Arkady Shteynlucht, direttore dalla lunga esperienza di collaborazione con la compagnia pietroburghese. La regia è firmata da Oleg Stepanov, mentre scene e costumi sono state realizzati da Olga Osikovskaia e Tatiana Zaikina, Lighting Designer Anatolii Gensirovskii.

Martedì 29 gennaio 2019

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