Un articolo di Antonio Rossello sulla Sacertà di Claudio Zunino

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Un articolo di Antonio Rossello
sulla Sacertà di Claudio Zunino

Tutto il senso drammatico delle vicende dell'uomo e della società

di Aldo Carpineti

La sacertà di Claudio Zunino
La sacertà di Claudio Zunino

L'articolo di Antonio Rossello:

Nativo di Olbicella (AL), ma vivente a Bubbio (AT), il pittore Claudio Zunino prosegue nel suo tour in giro per il basso Piemonte e la Liguria, arricchendo gli spazi espositivi con la sua produzione che è caratterizzata – da tempo – dal particolare stile espressivo con cui tratteggia le scene, dalle pennellate accurate e intense che trasmettono tutto il senso drammatico e imponderabile delle vicende dell’Uomo e della Società. L’ambito dei territori a cui l’artista rivolge la sua attenzione pare scritto nel cognome che porta. Gli Zunino erano un’antica famiglia genovese, originaria però del Piemonte, volendosi diramazione del nobile casato Zuno di Tortona, di chiara ed avita virtù, propagatasi, nel corso dei secoli, in diverse regioni d'Italia, con una concentrazione appunto tra basso Piemonte e Liguria. Atteso prossimamente a Denice (AL), nei giorni scorsi il pittore ha stabilito contatti in Riviera, ad Albisola e nell’entroterra di Ellera, dove si è intrattenuto con Giovanni Poggi, nel 1958 con Eliseo Salino e Mario Pastorino fondatore della manifattura San Giorgio, la quale stabilì delle collaborazioni che diventarono praticamente esclusive con grossi calibri, quali Asger Jorn, Agenore Fabbri e Wifredo Lam, ma furono innumerevoli gli artisti che si avvalsero delle competenze tecniche e del particolare clima amichevole e informale della fornace. Zunino ha programmato futuri eventi stagionali, presentando una serie di proprie opere, che da sempre creano interesse: domande a raffica all’artista, apprezzamenti per i soggetti scelti e per il contrastato dialogo tra chiaro e scuro che è la caratteristica più evidente dell’arte di Zunino. Come nel caso della realizzazione nella foto, una rappresentazione per certi versi così macabra e intrisa di follia, destinata a struggere gli occhi del pubblico, con la quale l’artista ha ricordato momenti non facili, una sorta di biglietto da visita per annunciare una vocazione che risuona come impegno civile. Un’esperienza che per lui va avanti da decenni e si può proprio dire che ancora oggi sia un’urgenza.

Lunedì 23 luglio 2018

© Riproduzione riservata

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