Un pittore ligure fra sette ed ottocento. Mutius Emmanuel Vultrensis, 6 parti

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Genova | prima parte

Un pittore ligure fra sette ed ottocento
Mutius Emmanuel Vultrensis, 6 parti

Cultura genovese e ligure, un personaggio del passato da conoscere

di Maria Augusta Carpineti, Enrico Franceschi, Franca Maria Franceschi, Giulietta Riva

Foto 1  Stemma della Famiglia Muzio, altare di S. Andrea (1628), Chiesa dei Santi Nicolò ed Erasmo, Voltri
Foto 1 Stemma della Famiglia Muzio, altare di S. Andrea (1628), Chiesa dei Santi Nicolò ed Erasmo, Voltri
Foto 2  Famiglia Muzio, Voltri 1867, fotografo anonimo
Foto 2 Famiglia Muzio, Voltri 1867, fotografo anonimo

PRIMA PARTE

Emanuele Muzio fu musico, poeta, collezionista di stampe e libri, ma soprattutto pittore, e, come tale, appartenne all’Accademia Ligustica di Belle Arti. 

Prima di dire alcune cose di Lui quale artista, riteniamo utile inquadrarlo nel contesto familiare e sociale in cui visse. 

Nasce a Voltri, Parrocchia di S. Ambrogio, da Agostino Muzio e Camilla De Filippis; è il 28 agosto dell’anno di nostra salute 1771, quando il neonato riceve il battesimo domi per mano del R D Antonio Causa delegato aqua tanto naturali adhibita, come si legge nelle pandette di battesimo (anni 1751-1791) e nel registro dei battesimi, matrimoni e defunti degli anni 1750-87, conservato negli archivi parrocchiali di S. Ambrogio in Voltri. [1]

È il terzogenito D. i Paschalis Augustini Mutij, dopo Maria Felix [2e Maria Colomba, e l’unico figlio maschio. Gli vengono imposti i nomi di: Emmanuel Franciscus Augustinus. Il primo nome è quello del nonno paterno.[3] 

Dopo Emanuele nasceranno altre due figlie in casa Muzio, Maria Virginia Colomba [3] (1773) e Anna Maria Francisca Felicitas [4] (1778).

Anche il nome Felix, attribuito alle sorelle, è un nome di famiglia: infatti apparteneva ad un’ava paterna, Felix Catharina.

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(note)

1. Un ringraziamento doveroso al Parroco e al Curato della Chiesa di S. Ambrogio, a Voltri, nonché alla Curia di Genova che hanno permesso di effettuare le ricerche di archivio. 2. Nel registro dei battesimi si legge al numero 15, 11 marzo 1769: Mussa M a FelixInfans filia Di Augustini Mussi Di Emmanuelis quondam Augustini et Da Camilla De Philippis… coniugum nata die decima currentis hodie de licentia Rev.mi Di Vicari Fra ci Jo. Caffarena… aquas communis R.D.Ausonis Crosa delegato die undagesima (?)… Maria Felicina…nomine, omissis viribus, ac Cæremonia initiata… q. dam Bartholomei et Da Maria Felicina… de hac nostra Parochia. 3. al n° 35 del registro si legge: 29 luglio 1773 Infans filia Di Paschalis Augustini Mutij q. Emmanuelis et Da Camilla De Philippis coniugum prius in vita disamine prodeunte pede abluta, deinde hodie in lucem adita ab me D. Sebastiano de Comitibus sub conditione iterum baptizata est domi de licentia ordinarij quam penem mesuus. 4. Al n° 66, anno 1778, si legge: Mussa Anna M. a Francisca Felicitas f. a D. i Augustini q.D.i Emmanuelis. 5. Fr. Giacomo Giscardi in Origine e Fasti delle Nobili Famiglie di Genova, tomo secondo, in Genova MDCCLXXIV 6. Della Cella in Famiglie di Genova Antiche e Moderne Estinte e Viventi Nobili e Popolari, parte I a, pag. 1073-1075 riporta testualmente: Mussi (Stemmi 3) Mussi Nobili et antichissimi Cittadini Genovesi, così al presente comunemente denominati, benché in più modis critti si ritrovino Musi o Muti ora Mucii o Mosi siccome li scrive il Franzone et altri. Si vede però che ambivano essere chiamati Muzii, ciò dimostrando chiaramente la loro insegna riportata dal detto Franzone che esprime ed evidenzia la Storia del Gran Muzio Scevola Romano. La loro origine secondo il Ganduzio, è da Varagine o Varese dal loco di Voltri, e da Sestri di Levante, di dove vennero alla città in diversi tempi aggregandosi poi con la famiglia di Negro, in cui molti di essi sono poi trapassati.

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La fortuna dei Muzio è sempre stata florida. Così pure la loro importanza nella vita pubblica in Liguria, come si può dedurre da diversi Scrittori di cose genovesi: il Giscardi [5] nel 1774, che descrive l’origine della Famiglia Mussi o Mutij sin dal 1110, il Della Cella [6] nel 1783 e Michel-Giuseppe Canale [7] nel 1858.

Le notizie riportate da G.B.Cabella [8] riguardano il periodo che va dal 1521 al 1688 [9] e riferiscono dei rapporti della Famiglia con le chiese di S. Nicolò ed Erasmo e di S. Ambrogio di Voltri.

Quando nasce Emanuele, i Muzio possiedono cartiere [10], e terre (Ginod e Carnoli, quest’ultima confinante, lato mare, con i terreni della Villa Duchessa di Galliera [11]), oltre al Palazzo Muzio, situato al limite orientale di Voltri entro i confini della Parrocchia di S. Ambrogio (visibile nella stampa di M.P.Gauthier [12], riproducente una veduta di Voltri del 1818, con la villa Brignole Sale).

Per quanto riguarda le cartiere, la Famiglia Muzio compare tra i proprietari sin dal 1546 (Dominicus Mutius q. Therami); lo stesso Dominicus Mutius è eletto console dell’ars librariorum librorum mercatorum o ars cartariorum, per la prima volta, nel 1555, Hodie factum fuit consulum dominum Dominicum Mutium artis cartariorum e una seconda volta, nel 1570, Hodie ellectus fuit consul artis nostre cartariorum Dominicus Mutius quondam Therami ad vota a toto integro colegio dicte artis [13].

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(note)

1118 Opizio Muzio fu eletto Priore de 4 Consoli maggiori e perciò Capo allora della Repubblica, solo però perli anni venturi 1120-21. 1188 Villano fratello di Ermes Musso fu un de 998 soscritti nella pace Pisana. 1209 Baldovino Musso fu un de Consoli placidi. Similmente nel 1211. 1227 Decreto di Cittadinanza a favore di Pietro Musso Notaro. 1270 Deposito intra del Chiostro di S. Siro Antonii Mucii q. Thomae de Varagine con l’arma n. 3. 1283 Deposito nel Chiostro di S. Francesco Nicolai Mucii et haeredum. 1290 Deposito nel detto Chiostro di S. Francesco di Baldovino Muzio. 1386 Giovanni Musso fu un de XII Anziani del Comune sotto il Duce Antoniotto Adorno. 1398 Bartolomeo Musso di Voltri fu un de XII Anziani sotto la Signoria di Francia. 1399 Luigi Musso fu eletto un de XIV Sapienti della Repubblica. 1409 Giovanni Musso gli fu rovinata una sua bellissima casa in Voltri per ordine del Governatore Francese Sottarechal di Bonchicart in cagione della morte dell’Arcivescovo di Rheims colà accaduta in una rissa fra quei di Voltri, et i Servitori di detto Arcivescovo, e del Cardinal Barenze. 1414 Giacomo Musso fu Notaro che scrisse il Cartulario Possessionum di S. Giorgio, in cui come si è notato più volte, descritti sono li 74 Alberghi de Nobili. 1474 18 9bre Decreto di Cittadinanza a favore di Guglielmo Muzio di Pedemonte. 1746 Giorgio Musso Notaro fu un de 2 Capi per la parrocchia di S. Gio di Pre, e molto cooperò per la difesa della patria, e la comune Salvezza. Oltre di queste a me non è riuscito ricavare da Genovesi scrittori altre memorie di tal Nobile antichissima famiglia, che probabilmente vi saranno. Ognun sa quanto al presente sia questa numerosa e moltiplicata in Genova in Voltri, in Sestri e quasi tutti i luoghi del Genovese. 7. Michel-Giuseppe Canale in Nuova Istoria della Repubblica di Genova, vol I, Firenze, Felice Le Monnier, 1858. 8. Sac.G.B.Cabella in Pagine Voltresi, Genova, Tipografia della Gioventù, 1908. 9. Degne di nota sono le citazioni: 1574 se fatto per m. Geronimo Musso la Capela di Santo Andria (pag. 401). 1° marzo 1598 fatta la porta della Chiesa a fianco della Capella di S. Andrea. Doria Muzio nel 1614, 13 Settembre per provvedere alle spese necessarie alla manutenzione della cappella di S. Andrea obbligava un suo fondo di. Castello (Not. Tom. Ponte). Il Nob. Agostino Muzio di Bernardo, il 1° Marzo 1688, istituiva altra cappellania con sei messe per settimana all’altare di S. Andrea... I suoi eredi sono tenuti a provvedere cere olio e apparati per la stessa cappella (Not. Gian Domenico Testa). L’altare di S. Andrea fu costrutto a spese di Tomaso Muzio fu Doria patrono e nel luglio 1669 Ottavio Fontana stuccatore ne ultimava le decorazioni. L’ancona, rappresentante il martirio dell’Apostolo, è opera molto accurata di Gio. Domenico Capellino (in Parrocchia risulta che la pala d’Altare attualmente presente è opera dell’Ansaldo del 1628) Gli ornati si devono al nostro Canepa. 10. Paolo Cevini, Edifici da carta genovesi, Sagep editrice, Genova 1995. 11. Stefano Patrone, La Villa Brignole Sale in Voltri: ricerche di archivio, Bollettino dei Musei Civici genovesi, anno XVI, n. 47-48-49- gennaio- dicembre 1994, pag. 91. 12. 12. Martin Pierre Gauthier, Les plus beaux édifices de la ville de Gênes et de ses environs, P. Didot, 1818.

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In particolare nel libro, Edifici da carta genovesi [14], si ritrovano dati che corrispondono alle notizie tramandate nell’ambito della famiglia Muzio, riguardo la cartiera della Scaglia. Nel libro infatti, a pag. 118, è riportata notizia che una delle Cartiere in cima alla Scaglia (la Scaglia è una località a nord est di Carnoli, confinante con Molinetto sul Gorsexio, ramo nord occidentale del Leira) apparteneva nel 1770 a Emanuele Musso e nel 1798 a Agostino Musso [15]. Nello stesso volume è riportato che nel 1588 alcuni heredi Muzio e Francesco Muzio avevano diverse cartiere sul Leira e sul Gorsexio (8 complessivamente) e una sul Cerusa. In particolare, a pag. 135, sono citati gli edifici ai Crovi (Serrea) appartenuti ai Muzio sin dal 1556. Questi edifici, in parte ancor oggi esistenti, sono a poche decine di metri dalla tenuta di Carnoli appartenente ai Muzio.

Difficile a distanza di secoli districarsi tra i tanti nomi di una famiglia benestante, con diversi rami; il ceppo da cui discende Emanuele si era stabilito in Voltri sin dall’epoca delle Crociate. I nomi poi si intrecciano e i cognomi a volte cambiano, a seconda del documento in cui sono trascritti o del gusto o dell’uso o del capriccio (Mutius, Mutij, Mussi, Mucii, Muzio). Su un libro appartenuto ad Emanuele Muzio, abbiamo, ad esempio, trovato la sua firma insieme a quella delle sorelle come Musso Emanuelle e Mussa Colomba e Felicina e data 1790. Anche l’uso di attribuire più nomi ad una persona è sovente fonte di confusione; infatti nei documenti ufficiali (ad esempio notarili) compaiono indifferentemente un certo numero di nomi o il primo solamente. Avviene poi che il nome con cui la persona è realmente conosciuta e ricordata nei documenti familiari non sia il primo, anzi di regola fosse il secondo o il terzo, vedasi ad esempio il caso di Agostino padre di Emanuele Muzio (Emanuel D. i Paschalis Augustini q D. i Emmanuelis). 

 Agostino nel 1768 sposa Camilla De Filippis. Quando nel 1771 Emanuele nasce, appartiene, dunque, ad una Famiglia agiata e blasonata.

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(note)

13. Norma Dallai Belgrano, L’arte dei Cartari a Genova tra il 1455 e il 1582, la Berio, anno XXXII, gennaio/giugno 1992, pag. 59-87. 14. Paolo Cevini, Edifici da carta genovesi, Sagep editrice, Genova 1995, pag. 118. Si parla di Emanuele Musso e Agostino Musso, il cognome Muzio si trova a volte scritto con la pronuncia genovese Musso. 15. Sulle pandette di battesimo nella Parrocchia di S. Ambrogio relative agli anni 1769-1778 il cognome dei Muzio è riportato genovesizzato in Musso e Mussa per le persone di sesso femminile

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Lo stemma di famiglia è raffigurato nella Chiesa dei Santi Nicolò ed Erasmo a Voltri ove è la tomba [16di un avo di Emanuele, Augustinus Mutius q. Bernardi [17]; sui pilastri ai lati dell’altare di S. Andrea [18campeggia lo stemma, riportante nella metà di sinistra due mazze incrociate e nell’altra metà un cielo stellato che sovrasta il mare in cui nuota un delfino (Foto 1).

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(note)

16. Tomba n° 3 (senza data), su cui è riportato: HOC SIBI SEP.D.AUGUSTINUS MUTIUS Q. BERNARDI SUISQ. POSTERIS CONFICIENDUM CURAVIT 17. La data di nascita di Agostino Francesco Gaetano è riportata nell’albero genealogico della famiglia Muzio, tracciato dalla Contadina: 1621. 18. Pala di Altare Il Martirio di S. Andrea, di Andrea Ansaldo (ca. 1628), vedi anche nota 6.

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Uno stemma con due mazze incrociate e uno con un monogramma dove M e E si intrecciano, furono usati da Emanuele come sigilli ex-libris. L’uso di documentare la appartenenza di un libro apponendovi un timbro ad inchiostro o a secco, ci è stato di aiuto nel tracciare i tratti più salienti del nostro personaggio, perché attraverso l’esame delle Sue letture riusciamo ad avere indicazioni sugli interessi culturali, pratici o di diletto che Egli ebbe. Possedette libri di viaggi, di poesie, di storia naturale; la collezione completa in trenta volumi delle commedie di Goldoni; testi di mitologia, di scrittori latini, di architettura e testi politici, oltre a volumi in lingua francese ed in genovese.

Vengono tramandati svariati aneddoti su questo nostro personaggio, noto anche come il marito della Contadina, Francesca Merello, di 13 anni più giovane rispetto ad Emanuele, nata il 27 febbraio 1784 da Pietro Merello e Maddalena Casalina. La tradizione vuole che Emanuele si innamorasse di Francesca, una bella contadina figlia di un fattore delle tenute dei Muzio, ma che il loro amore, così inconcepibile in quell’epoca, fosse tenuto segreto. Il matrimonio, celebrato nascostamente, venne celato a tutti per una decina d’anni (a seguito di un giuramento che gli sposi si fecero reciprocamente in chiesa durante il rito nuziale) e fu rivelato pubblicamente solo dopo la scomparsa dei genitori di Lui. Dalla unione di Emanuele e della Contadina nacquero due figli, Musso Augustinus-Carolus-Constantinus (7 luglio 1820) e Felix Constantina (23 settembre 1823).

Francesca (1784-1875) fu donna molto intelligente, sposa e madre esemplare ed attaccata alle tradizioni della famiglia Muzio. Lo sta a dimostrare il fatto che fu Lei a tracciare l’albero genealogico della famiglia. 

È verosimile che l’orgoglio familiare sia stato trasmesso da questa donna mirabile, figura emblematica della famiglia Muzio, ai figli. Agostino inserì infatti nello stemma, con cui contrassegnava il possesso dei libri, la scritta di Nobile e ritornò all’uso della grafia originaria del cognome Muzio

La nobiltà, in realtà era, come già riferito, molto più antica, ma Agostino (1820-1890) la vanta abitualmente nei suoi sigilli. 

Dal 1817 (data di morte del padre di Emanuele) le condizioni economiche della famiglia Muzio non sembrano più così floride, perlomeno non tali da consentire di mantenere la Cappellania di S. Andrea nella Chiesa di S. Nicolò ed Erasmo, come risulta da una petizione rivolta al Beatissimo Padre, il Papa Gregorio XVI, nell’anno 1830 [19]. Tale Cappellania derivava da un lascito testamentario di Agostino Muzio q. Bernardo rogato per atto pubblico dal Notaro Gian Domenico Testa addì 4 maggio 1683.

Agostino, sposerà poi Chiara Modesta Rusca (1817-1875), unendo così la fortuna dei Muzio a quella dei Rusca di Sestri Ponente.

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(note)

Copie dei documenti di Rescritto sono pervenute, portanti date 1830, 1856 (copia conforme), 1893, 1904.

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 Nella foto, eseguita da un fotografo anonimo nel 1867, e qui riprodotta (Foto 2) sono ripresi i componenti della famiglia Muzio, ad eccezione del nostro Artista, che venne a mancare anni prima, nel 1860; una nipote, Candida, morirà nel corso dello stesso anno 1867.

Si possono riconoscere, in seconda fila in piedi da sinistra Emanuele Muzio (nipote dell’Artista) che all’epoca aveva 9 anni, Agostino Muzio di 47 anni, Francesca di 17, Ernesta di 11; sedute in prima fila, da sinistra, Chiara Modesta Rusca di 50 anni, Francesca Merello, la Contadina, moglie dell’Artista, di 83, la piccola Camilla di 5, a lalla Costante di 48 e Candida di 14.

(prosegue prossimi articoli)

Lunedì 23 novembre 2020

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