Una macro luna incombe sulla scena di Salomè ottimo Eros Pagni nel ruolo di Erode

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Genova | al teatro della Corte

Una macro luna incombe sulla scena di Salomè
ottimo Eros Pagni nel ruolo di Erode

Luca De Fusco fa un ottimo lavoro con la sua regia che toglie ogni indulgenza barocca per favorire l'essenzialismo. Gli attori scelti sono assolutamente adeguati ai ruoli

di Francesca Camponero

Eros Pagni e Gaia Aprea in Salomè
Eros Pagni e Gaia Aprea in Salomè

Fonte d'ispirazione poetica e filosofica è la luna la protagonista dell'allestimento di De Fusco per questa Salomè, simblo eterno di amore e di morte. Una luna gigante sul fondo della scena che cambia faccia, colore e intenzione a passo col testo di Wilde, atto unico del genio irlandese che creò immediato scandalo proprio per la sua natura ambigua, soffusa di erotismo e di peccato.

La storia di Salomè la conosciamo tutti, è quella di un monarca corrotto all'interno di un impero decadente, di cui è vitttima una giovane seducente e inafferrabile, per cui tutti, a partire dal patrigno Erode, delirano. Salomè nel dramma di Wilde è un personaggio folle in quanto si innamora non ricambiata di Iokanaan, il profeta che si nutre di locuste ed erba nel deserto e che predica il verbo del nuovo Messia. La giovane che non ha mai conosciuto l'amore prima è attratta dal quello strano personaggio, diverso dai molli paggi della corte del patrigno, e, capricciosa come non mai, da lui ne esige l'amore. Ma si sa, l'amore non si può pretendere, e neanche la bellissima ragazza l'avrà vinta su di lui vivo, e si dovrà accontentare di possederlo solo da morto. In questo sta la perversione della necrofilia.

Luca De Fusco fa un ottimo lavoro con la sua regia che toglie ogni indulgenza barocca per favorire l'essenzialismo. Gli attori scelti sono assolutamente adeguati ai ruoli. Eros Pagni è straordinario nella sua interpretazione di Erode, mellifluo, ma non troppo nell'adulazione della giovine figliastra, e nello stesso tempo timoroso di quanto gli preannuncia il fato con l'arrivo del profeta. Pagni non solo recita bene, ma si atteggia bene nella gestualità decadente di Erode.

Non da meno Gaia Aprea, che appare come un personaggio lunare, di lei non si vedono i capelli, raccolti in una calotta argentea che ne accentua la rotondità del capo. Il suo muoversi e parlare lento e deciso scandisce la sicurezza della ragazza nel suo volere, una sicurezza che fa voce grossa con chi da lei dipende, ma che si dimostra di nessun effetto davanti a Iokannan. 

Anche Anita Bertolucci è perfetta nella parte di Erodiade, una donna che invece parla troppo con tono troppo alto, becero e squittente che infastidisce sia il marito che la figlia.

L'unica nota negativa dello spettacolo sono i video che propongono ripetutamente il volto di Giovanni che declama le sue battute forse in registrazione. Chissà perchè non farlo recitare in vista dal vivo, anche se il testo lo vuole dentro il suo antro.

Lo spettacolo si chiude con un coup de théâtre, in cui Salomè, a lungo sdraiata a terra dopo aver sensualmente tenuto avvinghiata a sè la testa di Iokanaan, ne estrarrà un'altra raffigurante la propria, baciandola. Senza dubbio il rispecchiamento di un narcisismo mai risolto. 

Salomè è in scena al Teatro della Corte fino a domenica 20 gennaio.

Giovedì 10 gennaio 2019

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