Una volta quando non si sapeva di che cosa parlare si parlava del tempo

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Una volta quando non si sapeva di
che cosa parlare si parlava del tempo

Oggi è l'argomento più ricorrente nelle nostre conversazioni

di Aldo Carpineti

Mutamenti del tempo
Mutamenti del tempo

Il mondo si è diviso su un altro motivo di disaccordo: quelli che preferiscono l'estate e quelli che preferiscono il freddo. E non c'è verso di trovare vie di mediazione. Dopo Coppi o Bartali, dopo la destra e la sinistra, il Genoa e la Sampdoria, il lavoro dipendente o quello autonomo, anche la colonnina di mercurio.

Il tempo, nel senso delle condizioni atmosferiche, era considerato oggetto dei discorsi di quelli che si trovavano a corto di argomenti. Se non sai di che cosa parlare - si diceva - parla del tempo. Adesso pare diventato il più urgente dei problemi da risolvere, mattino dopo mattino, ora dopo ora. La tecnologia ci ha messo a portata di mano sofisticate intrepretazioni, fornite spesso in tempo reale, quasi come la cronaca minuto per minuto. E si fa a gara su chi sia più informato sul momento preciso in cui comincerà a piovere. Beninteso non siamo contro la meteorologia o contro le scienze ambientali, ma contro lo schieramento.

Non è infatti soltanto un fatto di mutazioni ambientali, motivo di conio di diverse espressioni entrate nel parlare più comune: Non esistono più le mezze stagioni, Si passa d'un colpo dal caldo al freddo, Non è il caldo ma l'umidità, Siamo diventati un paese subtropicale... frasi che contengono certo anche qualcosa di vero, ma è la pretesa autorevolezza con cui si pronunciano, pur nell'abuso che se ne fa, il preteso pulpito, l'originalità che si crede di esternare. Invece sorprende la frequenza con cui si manifesta tutta la propria intolleranza se le temperature si discostano di due o tre gradi da quelle desiderate o da quelle statisticamente più ricorrenti. Riconosciamo che l'uomo è un animale difficilmente adattabile al cambiamento di temperatura, a 24 gradi stiamo bene, a 21 abbiamo già freddo a 26 troppo caldo. Ma, diamine, abbiamo anche qualche modo per difenderci, non sono questioni di vita o di morte. 

Probabilmente anche quello che noi stessi stiamo qui analizzando è un falso problema. Avete ragione, lasciamo che la gente parli un po di quello che vuole e se questo è un argomentare di moda, tutto sommato può andar bene così. Il Barnum quotidiano sia lasciato esente da giudizi sommari e di tribunali unilaterali, permettiamo che viva e si modifichi da sé, la libertà in fondo è sempre, o quasi, la migliore delle scelte. Edoardo Bennato, cantautore di grande intelligenza, diceva: Non metteteci alle strette, sono solo canzonette... Sposiamo anche noi questo atteggiamento e prendiamo quello che viene, sol leone o diluvi compresi, argomenti impegnati o divagazioni climatologiche senza esclusione. 

Sabato 7 settembre 2019

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