compendio delle arti tribali europee

Libro rituale di Filippo Biagioli, Biblioteca

dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi

L'ingresso di quest'opera nella collezione degli Uffizi sottolinea l'importanza di documentare quelle correnti contemporanee che, come quella di Biagioli, cercano di ricucire il sacro legame con lo spirito del luogo (genius loci)

di Maria Grazia Dapuzzo

Libro rituale di Filippo Biagioli (interno)
Libro rituale di Filippo Biagioli (interno)

Firenze - La ricerca antropologica e artistica di Filippo Biagioli prende forma in un libro fatto interamente a mano oltre dieci anni fa: la sua opera «Compendio delle Arti Tribali Europee» è stata accolta dalle Gallerie degli Uffizi per essere conservata presso la Biblioteca del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe.

L'opera, realizzata nel 2014, non è un semplice volume illustrato, ma un vero e proprio «libro rituale». Il manufatto è stato creato interamente a mano, utilizzando una carta speciale fabbricata dall'artista stesso nell'agosto del 2013. La materia stessa del supporto - una miscela di cellulosa, aceto e incenso - conferisce alle pagine una consistenza arcaica, quasi lapidea, che trasforma la lettura in un'esperienza tattile e spirituale.

Libro rituale di Filippo Biagioli (esterno)
Libro rituale di Filippo Biagioli (esterno)

Con dimensioni di circa 23x16x3,5 cm, il Compendio si presenta come un viaggio onirico e simbolico. Nelle sue pagine, Biagioli esplora l'identità profonda del «Vecchio Continente», rivendicando l'esistenza di un'anima tribale europea mai sopita, ma solo dimenticata. Attraverso un tratto grafico crudo e vibrante, tipico dell'Art Brut, l'artista dà voce a una memoria archetipica che pulsa ancora oggi tra le terre, le radici e le pietre. Il Compendio è ricco di Simboli. Il testo, trascritto tra i pigmenti rossi e neri, guida il lettore attraverso un bestiario rituale: Il Serpente: descritto come simbolo dello «psichismo oscuro» e «trasformatore della natura dell'uomo». - Il Pesce: evocato come «simbolo di Cristo» e legato ai riti dell'acqua, della fertilità e della morte. - Ananta: figura macrocosmica che «sorregge il mondo», simbolo di stabilità e riassorbimento ciclico. 

L'ingresso di quest'opera nella collezione degli Uffizi sottolinea l'importanza di documentare quelle correnti contemporanee che, come quella di Biagioli, cercano di ricucire il sacro legame con lo spirito del luogo (genius loci) attraverso il linguaggio del simbolo e dell'identità.

D'altronde, come recita uno dei passaggi più iconici del libro: «Come può il Vecchio Continente non essere Tribale?».

Scheda Tecnica dell'Opera

CONTATTI PER LA STAMPA

www. filippo-biagioli

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Martedì 13 gennaio 2026