mostra d'arte installativa a magnano
La mostra dal tema «Le radici della violenza» ha il Patrocinio del Comune di Montemagno e dell'Associazione di Promozione Culturale M.A.C.(Monferrato Arte e Cultura)
di Maria Grazia Dapuzzo
L'artista genovese Vincenzo Lagalla espone in una mostra personale in Montemagno, nei Voltoni della scalea barocca, in Piazza San Martino, dal 1° al 31 maggio 2026.
La mostra dal tema «Le radici della violenza» ha il Patrocinio del Comune di Montemagno e dell'Associazione di Promozione Culturale M.A.C.(Monferrato Arte e Cultura).
L'inaugurazione è venerdì 1° maggio alle ore 17,30 e sarà visitabile il sabato e la domenica dalle ore 10 alle 19.
L'esposizione installativa Le radici della violenza è stata presentata per la prima volta nell'ottobre 2020 nello Spazio21 gestito da I.M.F.I. Istituto per le materie e le forme inconsapevoli nell'ex Ospedale Psichiatrico di Genova Quarto; la mostra curata da Sandro Ricaldone è stata inaugurata con la Performance Site specific della Compagnia EgriBiancoDanza, Compagnia di Danza Fondata a Torino da Susanna Egri (ballerina e coreografa), diretta da Raphael Bianco.
Nel 2023 la mostra è approdata in Piemonte al Castello di Piovera del conte Niccolò Calvi di Bergolo e in seguito Lagalla ha esposto sue installazioni e foto, durante i concerti del Monferrato Classic Festival, in Ottiglio e Cella Monte Monferrato.
Con l'esposizione in Montemagno Monferrato ai Voltoni della scalea barocca la mostra diventa itinerante e si arricchisce di due nuove opere: Les pages Morts per la sezione Alberi e Medusa per la sezione Figure dove la parte dedicata al Mito Greco è preponderante.
Il volume Le radici della violenza, con scritti di: Sandro Ricaldone (storico e critico d'arte), Francesco Aprile (poeta e direttore di U.T.S.A.N.G.A), Nicola Bucci (scrittore e filosofo), è illustrato con le riproduzioni delle opere di Vincenzo Lagalla.
Per Ricaldone La trasformazione, la metamorfosi degli oggetti attraverso l'assemblaggio e l'installazione, è senza dubbio una componente fondamentale dei lavori... di Vincenzo Lagalla come gli Alberi (rivisitazioni dei miti greci di Edipo, Prometeo, Narciso, Venere).
Ricaldone nell'interpretazione di queste opere ricorre al concetto, elaborato da Jean Baudrillard, di resto, e si rifà a un'economia politica della riproduzione, del riciclaggio - ecologia e inquinamento - un'economia politica del resto». E di resti si compone tanto la sequenza degli «Alberi» (tronchi, telai di finestre, cassette, immagini fotografiche, flebo ecc.) ricomposti in sculture nelle quali i nomi delle cose avviano un transito simbolico tra l'origine e il tramonto, tra il radicamento corporeo e l'ascesi dello spirito. Così pure di residui (parti di manichini, vecchie valige, specchi) risultano composte le «Figure», installazioni incentrate sulle tematiche dei miti greci,... Qui l'artista dispiega una lettura che sembra configurarsi anch'essa come un resto:... individua nelle vicende degli antichi dei ed eroi,... una fessura aperta sulla sofferenza e la difficoltà umane. Prometeo diviene allora emblema del fuoco devastatore, Narciso protagonista di un solipsismo suicida, Venere (Ve-noire), che emerge nera dalle acque contaminate, personificazione della bellezza sfigurata. Uno scenario sul quale si concentra lo sguardo cieco di Edipo, che reca nel suo corpo la ferita di una violenza autoinflitta. *
*Testo di S. Ricaldone «Vincenzo Lagalla: le ferite della violenza» pubblicato nel volume: Da una non breve unità di tempo (Arti visive a Genova fra il 1985 e 2020) Sandro Ricaldone - Il Canneto Editore.
(Cliccare sulle foto per ingrandirle).
Domenica 19 aprile 2026