Corrado D'Elia torna a Valle Christi con la poesia come antidoto alla banalità

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Corrado D'Elia torna a Valle Christi
con la poesia come antidoto alla banalità

"Poesia, la vita" non è un'antologia, ma un vero e proprio percorso emotivo, una confessione pubblica, un invito alla bellezza, alla riflessione e al sublime, attraverso i più grandi versi della poesia mondiale

di Francesca Camponero

Momento dello spettacolo
Momento dello spettacolo

Giovadì 8 agosto alle ore 21,30 sul bellissimo palcoscenico naturale del Festival Internazionale di Valle Christi, arrivata alla sua XVII Edizione, torna il bravissimo attore milanese Corrado D'Elia, uscito dalla Scuola d'Arte Paolo Grassi, che da anni ci diletta con i lavori della sua Compagnia. Quest'anno D'Elia presenterà lo spettacolo "POESIA, LA VITA", un progetto che porta il suo nome e che lo vede sia regista che inteprete. Scene e grafica sono di Chiara Salvucci, mentre alla luci c'è Andrea Anghinoni e all'audio Edoardo Ridolfi.

Proviamo ad accostarci alla poesia come ci si avvicina a un cibo, a un indumento o a un gesto quotidiano. - dice l'attore - Qualcosa che è sempre intorno a noi, che fa parte della nostra vita e che sta solo a noi saper notare e scegliere. Una vera e propria "arte del vivere”. Poesia come manifesto dunque. E come scelta. Come antidoto alla banalità, alle volgarità, all'ovvio e al degrado cui siamo tenuti ad assistere ogni giorno".

Poesia, la vita non è quindi un'antologia, ma un vero e proprio percorso emotivo, una confessione pubblica, un invito alla bellezza, alla riflessione e al sublime, attraverso i più grandi versi della poesia mondiale. Possiamo anche dire un diario di bordo, un grande inno alla vita a partire da una anacronistica fiducia nella parola. Un atto di purezza.

Come scrive una recensione di Vincenzo Sardelli " quella di d’Elia è tutt’altro che una concezione fondata sull’estetismo. In questo spettacolo la poesia è impulso vitale: rapisce lo spettatore e lo trascina in una dimensione astratta e materiale a un tempo. L’affabulazione poetica si dispiega solo con l’aiuto di un leggio, in un’atmosfera da bar semivuoto nella penombra ideata da Chiara Salvucci. La scena minimalista dà risalto alla parola scultorea, per affermare il potere dell’evocazione".

Corrado D'Elia
Corrado D'Elia

Si inizia con “Quando ti metterai in viaggio per Itaca” di Konstantinos Kavafis, si finisce con “Lettera a un giovane poeta” di Rainer Maria Rilke. In mezzo versi di Hikmet, Hafiz, Carver, Gualtieri, Saffo, Cardarelli, Foscolo, Lamarque, Bukowski, Deledda, Szymborka, Pavese, Cappello, Caproni, Quasimodo, Baudelaire, Miguel d’Ors, Leopardi. Ma oltre a questi grandi nomi trovano spazio anche diverse liriche inedite dello stesso D’Elia, che esprimono l’amore per il teatro o per una donna, una selezione di testi semplici, ma non certo banali.

D’Elia solo nella scena mira all’essenza, alla purezza della parola ed è proprio questa solitudine che dà occasione per l’incontro e la condivisione con il pubblico che, attento, ascolta.

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Partenza ore 20.30 da Piazza delle Nazioni, con fermate:

- Via Mameli 330

- Piazza degli Alpini

- Rientro a fine spettacolo

Martedì 6 agosto 2019

© Riproduzione riservata

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