L'importanza nelle piccole cose

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Genova | piccolo non vuol dire insignificante

L'importanza nelle piccole cose

Non le notiamo, non ci facciamo caso ma ne abbiamo un bisogno estremo

di Patrizia Tassone

Piccole attenzioni che fanno la differenza
Piccole attenzioni che fanno la differenza

Fin da piccola ho sempre avuto un'attenzione particolare per i dettagli, per quelle cose che, apparentemente insignificanti, a me dicono tutto.

Se ci pensiamo bene, queste inezie ci parlano e lo fanno in modo veritiero, come una gestualità degli occhi mentre uno sta mentendo.

Ecco, a me piace osservare come le persone si muovono.

Il loro linguaggio verbale passa in secondo piano e mi concentro sugli atti corporei, sui particolari delle mani, sullo sguardo.

Tutto ciò che può trasmettere informazioni.

Ad esempio, le unghie sporche mi forniscono indizi sul tipo di lavoro che fa la persona che ho davanti.

Mio padre, che faceva il muratore, ha ancora le mani grandi, callose e con cicatrici.

Oppure, sempre per fare un altro esempio, avendo tre gatti, specialmente in questo periodo, quando scopro le gambe noto subito i graffi sulle caviglie che loro mi fanno nel giocare.

Ovviamente rivedendo le medesime cose in altre persone capisco subito se avessero gatti o no, se fossero muratori o meno.

E le parole?

Ci impegniamo in grandi discorsi d'effetto quando è il suono e il tono delle parole che conta principalmente, oltre al contenuto.

Personalmente non sopporto quando sento fare interventi in cui si urla quasi a incitare una sommossa popolare.

Preferisco i toni pacati e calmi perchè, quando siamo consapevoli di esternare un concetto giusto, siamo sereni e non c'è bisogno di agitarsi.

Quest'ultimo è invece sintomo di insicurezza e di paura.

Mi viene in mente un racconto legato a Gandhi il quale, nella sua immensa saggezza, spiega il motivo percui le persone quando sono arrabbiate urlino.

Gandhi prende a esempio gli innamorati: sostanzialmente chi urla lo fa perchè è convinto di non essere compreso o ascoltato anche se gli interlocutori sono a un metro.

Gli innamorati, invece, tendono a bisbigliare in quanto i loro cuori sono talmente vicini che non hanno alcun bisogno di alzare la voce.

Gli innamorati, infatti, dialogano soavemente.

Dunque un tono sereno fa sì che il messaggio arrivi dritto a destinazione.

Due parole vorrei spenderle anche per i profumi: scegliere una fragranza piuttosto che un'altra è indicativo della personalità di chi effettua la scelta.

Profumo intenso, fruttato, floreale potranno rivelarci un carattere deciso, o solare, o equilibrato e così via.

E il profumo che proviene dalla cucina?

Invita già a mettersi a tavola.

L'odore del pane appena sfornato mi mette sempre di buonumore.

Oppure il famigerato coriandolo richiama subito alla mente la cucina orientale e quindi siamo in condizioni di sapere, a a priori, senza nemmeno dover entrare, che in quella casa abitano arabi, o pakistani o indiani.

Esiste anche la bellezza insita nei piccoli gesti, intesi come attenzioni, che esprimono un carattere incline a prendersi cura degli altri.

Nessuno li nota ma hanno una grande importanza. 

 È nostro dovere prenderci cura di chi ha bisogno anche con piccoli gesti: dal gettare il mozzicone di sigaretta nell'apposito contenitore piuttosto che gettarlo a terra, annaffiare le piante del vicino quando è fuori in vacanza, ricordarsi di fare gli auguri ad amici e parenti, non c'è niente di banale, qualsiasi cosa gratifica alla fine.

Spesso ci circondiamo di molte persone ma quante di loro sono veramente attente a noi?

Poi, però, accade che qualcuno ci legge come un libro aperto e, attraverso questi gesti apparentemente insignificanti, ci dimostrano un sincero interesse.

Ci sono, anche, i grandi piccoli gesti, quelli che sono elementari per persone normali con una vita normale ma che diventano impossibili per chi ha una disabilità o altro, e purtroppo sono tanti.

Mi rammarico al pensiero che certa gente non sa cosa si perde a vedere le persone felici.

È inestimabile l'appagamento nell'osservare qualcuno che abbiamo aiutato a risolvere un problema elementare.

Gesto dopo gesto si consolidano i valori, stabiliamo le amicizie e le relazioni affettive più belle ma soprattutto ci arricchiscono dentro.

In fin dei conti non dobbiamo compiere un grande sforzo mentre il bene che creiamo è notevole anche per noi stessi.

Io vibro quando vedo mia nipote felice perchè l'ho aiutata a risolvere i problemi di geometria che l'avevano tormentata un pomeriggio intero, figuriamoci se risolvessi la fame nel mondo!.

Piccoli gesti ma anche piccole parole: quanti genitori dicono ai propri figli, quotidianamente, che sono orgogliosi di loro?

Che non devono temere niente perchè quando ci mettono il cuore non si può sbagliare, al massimo si può soffrire ma anche quello è necessario per crescere.

Gli diciamo abbastanza che li amiamo?

Soprattutto: si sentono amati?

Mio figlio ha tredici anni e a volte si fa dei dilemmi per cose insensate (ovviamente per me, forse non per lui altrimenti non si dispererebbe).

Io cerco sempre di rassicurarlo e lo faccio sempre ironicamente, perchè ridere fa bene.

Tuttavia non so mai se ho usato le parole adatte.

Una sera mi ha abbracciato e mi ha detto:«Mamma come farei senza di te? Tu sei la mia sicurezza!».

Ovviamente mi sono commossa perchè sono un'inguaribile tenerona ma il punto è proprio nelle parole di Mattia (mio figlio): tu sei la mia sicurezza.

A Mattia non manca la sicurezza solo che alle volte dimentica in quale parte del cuore l'ha riposta, semplicemente per il fatto che la paura è subentrata (come i ladri nelle case) e ha tirato all'aria ogni cosa, creando una gran confusione.

Tutti abbiamo i medesimi sentimenti però, alle volte, abbiamo bisogno di qualcuno che con un umile gesto o una parola banale ci ricordi in quale cassetto sono.

Così come è altrettanto importante prendersi cura di noi stessi, dal caffè con gli amici, al film che tanto abbiamo aspettato oppure leggersi un libro in tutta quiete o un pomeriggio distesi sul divano a non far niente purchè ci porti benessere e serenità.

Devo fermarmi perchè potrei continuare all'infinito.

Desidero parlare anche delle creature piccine piccine, talmente minuscole, che compiono un grande miracolo.

Un miracolo che nessun uomo, per quanto grande sia, riuscirà mai a svolgere.

Prendo come modello le api.

Queste lillipuziane creature contribuiscono alla vita sulla Terra.

Senza di loro qualsiasi altra specie, vegetale prima e animale dopo, e ovviamente noi umani, non esisterebbe.

Io le trovo splendide creature: hanno colori magnifici, sono eleganti quando si muovono, sembra che coccolino il fiore (quasi a ringraziarlo) quando si prodigano a estrarne il nettare.

Il loro corpo pelosetto trasporta minuscoli granuli che altro non sono che vita.

Il destino di un mondo dentro un granello di polline trasportato da una minutissima ape.

Non è fantastico?

A me vengono le lacrime agli occhi tanto mi emoziona!.

Mi auguro di aver espresso chiaramente il concetto che l'importante sta soprattutto nel piccolo.

Non dimentichiamocelo solo perchè non vediamo la grandiosità che racchiude in sè.

E chissà che un articolo di poco conto come questo possa suscitarvi un brivido e spingervi a notare ciò, che spesso, tralasciamo.

Vi lascio con una citazione di Madre Teresa di Calcutta:«Non tutti possiamo fare grandi cose, ma possiamo fare piccole cose con grande amore».

Con grande amore.

Patrizia

Venerdì 3 luglio 2020

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