La festa della donna come vista da un uomo. Gli auguri a ognuna di esse e a tutte insieme

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Genova | otto marzo

La festa della donna come vista da un uomo
Gli auguri a ognuna di esse e a tutte insieme

Eguali dignità, punti di partenza e di trattamento, una scelta di civiltà

di Aldo Carpineti

Auguri a tutte! !
Auguri a tutte! !

Festeggiamo la donna. Senza dubbio lo merita. La donna sta acquistando sia in ambito sociale, sia politico, professionale, famigliare un rilievo dal punto di vista individuale e da quello generale che, se ha sempre avuto nel passato, eppure non le veniva riconosciuto. Al di là delle artefatte quote rosa che si vogliano distribuire da una parte e dall’altra, l’ingegno femminile è capace di determinare condizioni di sostanziale parità fra i due sessi così come è doveroso e, certamente, utile per il bene comune.

Raggiungere parità di opportunità, equità nei punti di partenza e nei trattamenti favorisce non soltanto il genere femminile, ma l’umanità stessa, ed il mondo in una parola. Laddove sussistano ancora squilibri fra uomini e donne si vive diffusamente male, peggio rispetto alle zone geografiche dove l’emancipazione abbia portato le donne a rapportarsi da pari a pari con l’uomo.

Senza voler qui approfondire il problema dei casi di violenze fisiche che oggi sempre frequentemente vengono segnalate, messe in atto probabilmente da soggetti che hanno poco di normale, purtroppo è resistente in certi nostri ambienti una mentalità da bar fra i maschi che induce a trattare ancora le donne con un certo sarcasmo, un sorriso becero di superiorità, una scarsa sensibilità all’amor proprio muliebre. Certo questo atteggiamento è il più resistente a scomparire, resta fra chi non ha modo di sentirsi più dominante con altri mezzi, un residuato di tempi ormai fortunatamente trascorsi.

Peraltro personalmente apprezziamo quelle donne che sanno rendersi grandi, nel quotidiano come negli aspetti di pubblico rilievo, attraverso le loro doti femminili, piuttosto che quelle che preferiscono intraprendere una competizione con l’uomo nella ricerca di una identica immagine. La donna ha tanto proprio come donna, non come imitazione dell’uomo. E su questo campo deve giocare le sue carte ed elevarsi alla propria umanità più completa. Ci auguriamo che questa sia la scelta che le donne, soprattutto quelle impegnate nel raggiungimento di pari dignità e pari realizzazione possano mettere in campo. Crediamo che questa sia la strada vincente, non l’avvicinamento al modello maschile, dal quale non è necessario mostrare di dipendere. Anzi la complementarità fra i due sessi richiede proprio l’opposto. 

Venerdì 8 marzo 2019

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