Luigi Carpineti racconta Nietzsche nei parallelismi fra gli uomini e gli animali

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Luigi Carpineti racconta Nietzsche nei
parallelismi fra gli uomini e gli animali

Caratteristiche e attitudini degli animali sono prodromici agli umani

di Aldo Carpineti

Nietzsche
Nietzsche

GLI UOMINI E GLI ANIMALI

Oggi più che mai si parla di un parallelismo di vita tra uomini e animali. Di verosimiglianza e di mimesi.

In ciò Friedrich Nietzsche stabilisce un confronto di ricerca antropologica tra uomini e animali (Aurora 12 pag. 48 e 49). Le pratiche che vengono pretese nella società più raffinata: evitare cioè accuratamente il ridicolo, lo stravagante, il presuntuoso mettere da parte le proprie virtù, come le più veementi bramosie; mostrarsi equanime, inquadrarsi, diminuirsi; in tutto questo e solo in questo troviamo tutta la profondità nelle più amabili disposizioni: chi vuol sfuggire ai propri persecutori e esser favoriti nel cercare la propria preda.

Perciò gli animali imparano a dominarsi e a dissimularsi in tal guisa che alcuni, ad esempio, adattano i loro colori ai colori dell’ambiente, si fingono morti oppure assumono le forme e i colori di un altro animale o della sabbia, delle foglie dei licheni.

Così il singolo si nasconde sotto la generalità del concetto di uomo o nella società oppure si adatta a principi, classi, partiti, opinioni del tempo o dell’ambiente.

Anche quel senso della verità che in fondo è il senso della sicurezza, l’uomo ha in comune con l’animale: non si vuol lasciar ingannare non si vuol essere tratti in errore da noi stessi. L’animale comprende parimenti all’uomo che anche in lui il dominio di sé si sviluppa dal senso del reale, dalla saggezza. L’animale giudica i movimenti dei suoi nemici e amici, impara a memoria le sue peculiarità; rinuncia una volta per tutte alla lotta e così, nell’avvicinare Alcuni tipi di animali indovina l’intenzione di pace e di accolgo.

Gli inizi della giustizia, come quelli della saggezza, della moderazione, del coraggio sono di carattere animale: una conseguenza di quegli istinti che insegnano a cercare il cibo e a sfuggire ai nemici. Se noi ora consideriamo che anche l’uomo più elevato si è innalzato e affinato proprio nel modo di nutrirsi e nel concetto di tutto ciò che gli è ostile non ci sarà vietato di definire il carattere animale l’intero fenomeno morale.

Tratto da Friedrich F.W.Nietzsche, Aurora Introduzione di Gianni Vattimo, Roma, libro primo pagg. 48 e 49 

Martedì 10 aprile 2018

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