Pietro Perrera artista di arti visive socio fondatore dell'Arca nel 1990

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Genova | artisti al monferrato classic festival arte

Pietro Perrera artista di arti visive
socio fondatore dell'Arca nel 1990

Ha esposto ai concerti del Monferrato Classic Festival di Sabrina Lanzi

di Maria Grazia Dapuzzo

Studio di Pietro Perrera in Alfiano Natta
Studio di Pietro Perrera in Alfiano Natta

L'amicizia con l'artista Pietro Perrera è di vecchia data. Insieme abbiamo fondato l'associazione artistica ARCA (ARtisti CAsalesi) nel lontano 1990, in Casale Monferrato. 

Eravamo quattordici giovani artisti, con mio marito Mario Ferrando come presidente dell'Associazione e tanti bei propositi espositivi. Nei mesi e anni che seguirono, realizzammo molte mostre tematiche di rilievo, in vari spazi espositivi di Casale Monferrato e non solo, approdando con la mostra «Fusioni cromatiche» nei Chiostri di Via Garibaldi in Torino. Sono da ricordare fra le mostre significative: «Erotisme» in Casale Monferrato e «Omaggio all'America» nella città di Vercelli. 

Poi, come succede spesso in ogni viaggio, in senso mataforico, a un brillante inizio, è seguita la fine e gli artisti che avevano creato l'ARCA sono andati ciascuno per la propria strada.

In realtà Pietro Perrera ed io abbiamo continuato a vederci, ad esempio in occasione delle inaugurazioni espositive all'annuale mostra «Fossili Moderni» al Castello di Piovera, oppure nello spazio espositivo «Nisolina» in Lu Monferrato, e a raccontarci le nostre rispettive esperienze artistiche. Pietro fa anche teatro.

A un certo momento, con l’incarico di responsabile della sezione Arte del Monferrato Classic Festival, ho avuto io stessa il piacere di presentare le opere di Pietro Perrera al pubblico dei concerti, prima nel teatro «Le Muse» in Terruggia e poi al Castello di Casale Monferrato.

Un avvenimento degno di nota è che nel 2008 Pietro Perrera è stato invitato alla Terza Edizione dell'esposizione «La leggerezza della scultura» nel Parco dell'Arte in Cerrina Monferrato a cura della nota critica d'arte Giovanna Barbero.

Nel catalogo, della mostra sopra citata, edito «Verso l'Arte Edizioni» così è presentato dalla Barbero: «Pietro Perrera è nato a Grotte (Ag), il 7 gennaio 1956. Cresciuto a Casale Monferrato, dove oggi vive, ha scelto una vecchia casa immersa nella campagna alessandrina, nella frazione Sanico di Alfiano Natta, come studio e laboratorio. L'istinto, la vocazione spontanea all'espressione artistica lo hanno portato alla pittura, a cui comincia a dedicarsi negli anni '70 da autodidatta, senza seguire alcun percorso di studi specifico. L'eco dell'arte povera è forte in quegli anni e Perrera assorbe dallo storico movimento il concetto di arte come strumento di guerriglia contro gli stereotipi della società e i canoni estetici alla moda, rielaborandolo attraverso la sua concreta, non facile, esperienza, in un codice espressivo che, per mezzo di materiali comuni, arriva a comunicare universalmente il dolore e le contraddizioni della vita, temi costanti nel suo percorso artistico. La sua creatività, che si concretizza nella realizzazione di installazioni o di tavole dipinte di medie o grandi dimensioni, lavori ibridi a metà strada tra pittura e scultura, in quanto esigono uno spazio tridimensionale di fruizione, non è di facile lettura, né rincuorante. La semplicità strutturale delle opere, però, fatte di pochi elementi assai comuni, quali il legno e il colore, provoca un coinvolgimento immediato nell'osservatore, una sorta di identificazione».

Giovanna Barbero continua scrivendo: «Le sue tavole sono corpi e anime che hanno attraversato la vita, scavati dalla fatica quotidiana nella loro ruvida pelle lignea, solcata, forata, la quale sembra da sé trasudare i colori, umori di trascorse passioni che si mostrano nel riposo dell'arte. Nelle intense campiture monocrome viene nutrita e raccolta la lotta d'ogni giorno, restituita la poesia alla semplicità del vissuto individuale, di cui si raccontano gli attimi di smarrimento, l'ansia del domani in un nero senso di vuoto, in un viola umido di nebbia mattuttina. Nessun cupo sconforto, però, emerge da questi lavori. In un'esplosione d'acrilici brillanti misti all'olio, a smalti e vernici, le tavole di Perrera sono porte per entrare nell'universo d'emozioni sopite che scuotono la routine dei giorni, inviti a coltivare lo stupore per gli incanti inattesi del viaggio, espressi in un improvviso giallo abbacinante, nel candore immacolato che invita in spazi inesplorati. Qui e là qualche benda, qualche strappo di tela e le ferite che hanno fiaccato questi corpi, animati dal colore, guariscono, la fantasia s'infiltra e le tonalità accese sono medicamenti che, con l'agire artistico, liberano ai sentimenti le vie di comunicazione interrotte dal grigiore predominante nella socetà».

Pietro Perrera ha esposto in numerose mostre collettive e personali; da ricordare le sue partecipazioni ad alcune edizioni della biennale alessandrina d'arte contemporanea «Angioletta Firpo», alla galleria «Spazio Arte» in Gavi, nella settecentesca «Casa Montanari» in Moncalvo (At), nell'ex chiesa dell'Annunziata in Calliano (At), al teatro Le Muse in Terruggia e nel Castello di Casale Monferrato. È presente nell'annuale mostra tematica «Fossili moderni» al Castello di Piovera (Al).

Sabato 26 dicembre 2020

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