Reteluna Genova e Reteluna Savona collaborazione sì, ibridazione no grazie

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Genova | fatti nostri

Reteluna Genova e Reteluna Savona
collaborazione sì, ibridazione no grazie

Chiarezza nei rapporti di vicinato, e vita in autonomia reciproca

di Aldo Carpineti

Genova marinara
Genova marinara

Reteluna Savona nasce (o avrebbe la possibilità di farlo) sotto i migliori auspici. I suoi rappresentanti, la sua redazione, come in questi casi si suol dire, al di là della breve gavetta vissuta in Reteluna Genova (che ha permesso il contatto con le nozioni specifiche), è formata da gente preparata e competente, ricca tanto nella materia giornalistica quanto nelle conoscenze ed esperienze e contatti che devono sostenere chi si presenti per offrire al pubblico un prodotto valido ed altamente qualitativo; è la vita stessa, i trascorsi lavorativi, quelli vissuti in ambito professionale, sociale e familiare che fanno della redazione di Savona una compagine che supera ogni caratteristica del noviziato e dello stesso apprendistato.

Savona, dunque, parte con tutte le carte in regola per essere non una matricola ma ben altro.

Conseguenziale ed intuitivo, perciò che Savona non abbia bisogno della cessione di spazi e di lettori, tanto meno della svendita da parte di Genova di quanto la redazione genovese si è fin qui guadagnata in anni di lavoro spesso oscuro ma sempre apprezzato e seguito con simpatia ed attaccamento da parte dei suoi quattro lettori.

Non è proprio il caso di avvicinare il piccolo e semisconosciuto fenomeno che si sta consumando in questi giorni sulla costa ligure sotto il marchio Reteluna con l’atteggiamento di disponibilità che ogni popolo deve avere nei confronti di chi si presenti come migrante perché proveniente da situazioni di grave e penosa difficoltà vissuta in casa propria. In realtà è proprio l’opposto. La logica di quanto si sta verificando nelle due redazioni venute ad esistenza a poco più di 50 chilometri di distanza non è quella del bisognoso che richiede, anche con legittima insistenza, aiuti a chi già stia bene e conduca una vita tutto sommato agiata. Lo si voglia o no queste vicende si stanno vivendo nell’ambito del mondo del business (anche se un business dei poveri) e non nel campo della carità. Pur fermandosi, per il momento, alla gestione della propria immagine e del branding

Così stando le cose logico che la gente della redazione genovese si batta per conservare la propria autonomia, direi senza tema di sbagliare la propria sopravvivenza di fronte a chi dotato di mezzi, appoggi e pratica (soprattutto in campo informatico) ben superiori potrebbe fare della prima un sol boccone, relegandola a strumento utile per la propria espansione economica politica e, detto in una sola parola, di potere. Il potere logora chi non ce l’ha, si diceva, e noi vorremmo conservare quel poco (ma veramente poco) che ci siamo costruiti con un atteggiamento sempre chiaro e vissuto alla luce del sole. Non a caso in Italia, in Europa e nel mondo intero esistono leggi antitrust che tutelano le piccole realtà commerciali dalla espansione delle potenze che dispongono di mezzi superiori.

Ben venga ad esistenza, dunque, Reteluna Savona  ma che sia portatrice di un contributo utile alla causa di ognuna delle redazioni già esistenti che, nella loro autonomia, sono una ricchezza per l’azienda stessa e per l’informazione, su piccola o su grande scala che sia. La storia non ha mai parlato di Savona troppo influente su Genova, non vorremmo che lo diventasse proprio ora sia pure nel microcosmo del nostro ancor poco conosciuto e poco diffuso ambito on line. 

Venerdì 28 settembre 2018

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