di Maria Grazia Dapuzzo
Nel mese di maggio i concerti del Monferrato Classic Festival sono nell'Auditorium di Cella Monte le domeniche pomeriggio alle ore 17,30.
Durante i concerti il pubblico avrà l'opportunità di ammirare i quadri dell'affermata artista Alessandra Guenna; nata a Novi Ligure il 1° aprile 1947, diplomata al Liceo Artistico Nicolò Barabino di Genova, ha frequentato lo studio della scultrice Adriana Spallarossa (personalità di primo piano nel mondo artistico ligure).
Alessandra Guenna è stata docente di Disegno e Storia dell'Arte alle scuole superiori e Direttore Artistico di Spazio Arte - Corte Zerbo in Gavi Ligure (Al). Dal 1970 espone in mostre personali e collettive in Italia e all'Estero.
Sue opere sono in permanenza in: Santa Maria di Castello - Genova, Madonna del Suffragio - Alessandria, C.I.S.A.P.(centro italo-svizzero di formazione professionale) - Berna, Pinacoteca Comunale - Serravalle Scrivia, Castello di Piovera - Alessandria, Centro Studi e Archivio della Comunicazione - Università di Parma, Sala Centro Franco Basaglia e Museo Attivo Claudio Costa - Genova.
In molti hanno scritto di Alessandra Guenna e della sua produzione artistica: M. Bocci, G. Buzzi, L. Caprile, D. Ferrarazzo, D. Galeone, M.G.Montaldo Spigno, R. Pasquale, G.C.Peradotto, R. Scognamiglio, G. Scorza, M. Solaroli, A. Dunand, A. Fiorito, E. Carrea, I. Caffarelli, Gioia Patrizia, D. Angeleri, R. Tecci.
Pubblicazioni relative all'opera Anabasis di Alessandra Guenna: Luciano Caprile, Maria Grazia Montaldo Spigno - Saggio Universitario - Facoltà di Magistero Università di Genova.
Giancarlo Peradotto così descriveva l'opera Anabasis (esposta a Gavi nel 1993 alla Corte Zerbo e in seguito a Genova nell'Aula Magna dell'Università di Magistero): «Questa realizzazione, il cui nome greco significa elevazione, salita dal basso all'alto (anabaino) si compone di un cubo di cinque pannelli di due metri per due sui quali l'artista ha eseguito interventi interni ed esterni, ricoprendone l'intera superficie. Si tratta di interventi tracciati con vivacità e grande espressività in grafite e acquerello. Figure umane nei loro aspetti essenziali, che riguardano l'osservatore con grande intensità».
Tecnicamente «l'intera superficie dell'opera Anabasis è in grafite e acquerello caffè su cementite. Fissaggio con vernice opaca trasparente.»
Luciano Caprile facendo riferimento alla sindrome della caverna così descriveva l'opera Anabasis:«Alessandra Guenna ha ideato un cubo di legno che al suo interno può contenere due-tre persone in piedi o sedute. Sulle pareti, appena velate dalla cementite, ha disegnato col carboncino una folla di esseri umani che occupano ogni frammento della costruzione. Una sottolineatura di aquerello al caffè, nelle tonalità brune più o meno marcate a seconda delle luci e delle ombre da porre in rilievo, offre un impatto seppiato all'intera operazione artistica.»
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«All'estrerno i corpi nudi si accalcano gli uni contro gli altri volgendo le spalle all'osservatore.»
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«All'interno del cubo le sagome appaiono sospese nell'aria o sospinte dalle pareti verso l'osservatore: ogni volto è segmentato da un profilo naso-bocca ed è conquistato da occhi dilatati per la stupefazione, per il timore, per una curiosità d'indagine.»
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«... percorrendo a ritroso il corso dei millenni, eccoci catapultati nel rifugio notturno a sigillare e a decifrare testimonianze e racconti, come nella preistoria.»
Quaderni Milanesi di Psicoanalisi: Pubblicazione della Sezione Italiana di Psicoanalisi n° 8/9 marzo 1996.
Nel 1992 Alessandra Guenna ha donato una sua opera di due metri per uno e mezzo, murata sulla parete della sala riunioni del Centro Italo-Svizzero C.I.S.A.P. di Berna, su invito del direttore comm. Giorgio Cenni. Così descriveva l'opera Renato Tecci: «... I corpi si accalcano gli uni contro gli altri ed offrono, nel contrasto e nelle lumeggiature giocate sul bianco e sul marrone, illusioni scultoree: sorge immediato il riferimento a quei fregi greco-romani formati da un intreccio di corpi».
Riporto solo alcune parti di scritti, per me rilevanti, per comprendere l'artista Alessandra Guenna e la sua opera pittorica e scultoria, tratti dal volume stampato nel 2007 da Tipolito Farnese - Piacenza.
Nel 1991 M.G.Montaldo Spigno scriveva: Cocciuta, tiranna, sottomessa, azzardata, svilita, disperata, inseguita, rinnegata, appassita, amata, coccolata, dileggiata, tradita, informante, deformata, violenta, vorace, dissennata, sottratta, uccisa, devastata, atterrita, ricercata, spaventosa, distrutta. Forma rinata. Alessandra Guenna non ha certo paura della forma: la insegue anzi con sicuro piacere fin dall'inizio delle sue scelte artistiche. Una forma agguerrita, imbevuta di Picasso e Matisse, forma maschia e irruente per il segno impetuoso, fin dal principio insofferente di rifiniture. Segno immediatamente epressivo di un appassionato quanto problematico «essere» nel mondo.
Romano Pasquale nel 1972 scriveva di Guenna: È un lavoro di una artista solitaria, schiva, introversa ma solidale con il personaggio uomo amorevole e pura verso il «gran libro del mondo».
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Le sue prime creazioni la vedono impegnata nel campo della scultura, disciplina che sembra molto affine ai Suoi mezzi espressivi ed a lei assai congeniali.
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Nell'arte della figurazione porta un gusto al disegno metafisico stimolante e allucinante allo stesso tempo icastico ma di un lirismo sottointeso che apre un barbaglio alla speranza alla fede negli uomini e nelle cose.
Danilo Bottiroli nel 1988 scriveva: «... quello che più colpisce degli oli e dei disegni di Guenna è la schiettezza: pregio primo della pittrice, infatti, è essere riuscita a staccarsi dalle banalità accademiche e dalla ricerca stilistica estremata al freddo ed inutile perfezionismo, per ricercare un'originalità sia nei contenuti che nella forma che essa trova appieno.»
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«I quadri di Alessandra Guenna rappresentano tutto un mondo di immagini e sensazioni che è propriamente l'universo della pittrice. I colori decisi, che rendono intensamente comunicativi i suoi dipinti estrinsecano la forte comunicabilità della donna, che tuttavia manifesta un sentimento ricorrente di pacata angoscia negli ambienti sempre strettamente delimitati da linee e demarcature nette.»
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«Guenna suole dipingere ispirata da subitanee sensazioni, da improvvise emozioni, da atteggiamenti e temi propri della sua esistenza, senza ricercare argomenti apocalittici o artificiose astrattezze...»
Nel 1994 Mauro Bocci scriveva: «Alessandra Guenna ha posto al centro del proprio lavoro la creaturale potenza e l'originario enigma della presenza umana, di una figura che da sola può definire uno spazio e un tempo, sia che si tratti di una dimensione sacrale o mitica, sia che, più semplicemente,... dai suoi rapidi tratti o da un'accensione di colore... venga definita una peculiare quanto condizione esistenziale.»
Giannina Scorza nel 1994 sottolineava: «... L'espressività dell'artista è caratterizzata dall'incisiva forza e vitalità del suo segno, dalla secca essenzialità della tratteggiatura che accentua l'introspezione esperita nei suoi soggetti, dalle pennellate scarne nella stesura e nella materia pittorica e dirompenti nell'espansione cromatica.»
Dante Angeleri così descriveva le immagini antropomorfe di A. Guenna: «... Con una sobrietà cromatica che non concede nulla alla piacevolezza, esalta la forma umana, cogliendola nel proprio contorno e gestendola in ampie superfici dilatate, con un gusto plastico asciutto ed essenziale.»
Giannina Scorza scriveva dell'opera di A. Guenna: «Un linguaggio visivo che richiama al graffitismo dei primitivi, alla pittura parietale rupestre, all'arcaismo di lontane civiltà precolombiane, con guizzi più attuali che trovano colti assunti in accenni picassiani e matissiani.»
Concluderei questa mia indagine sull'opera di A. Guenna con Maria Luisa Caffarelli che sottolineava come: «Le donne, sono soprattutto, anzi quasi esclusivamente le donne a dominare lo spazio dei suoi quadri, donne flessuose, morbidamente e plasticamente adagiate, oppure aggrovigliate e arrotolate su se stesse, con l'occhio spalancato sul mondo e sul nulla, estrema sintesi grafica del femminile ridotto per scelta a poche linee tondeggianti e a poche tracce di colore.»
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«... le figure di Alessandra Guenna possono comunicare una giocosa e a volte travolgente idea di un baccanale che si consuma tra i volteggi di uno spazio senza limiti e confini.»
(Cliccare sulle foto per ingrandirle).
Domenica 3 maggio 2026
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