La bambina che guardava l'acqua racconto di Antonella Angiolini

Ultimi articoli
Newsletter

racconto di antonella angiolini

La bambina che guardava l'acqua
racconto di Antonella Angiolini

Antonella Angiolini è pittrice, scrittrice e poetessa. Ha partecipato a numerose mostre d'Arte e concorsi di poesie e racconti. Il suo racconto «La bambina che guardava l'acqua» è scorrevole e veritiero per l'argomento trattato

di Maria Grazia Dapuzzo

Antonella Angiolini
Antonella Angiolini

C'era una volta una valle rigogliosa e di rara bellezza, dove i monti poggiavano le loro radici sopra manti verdi di erba profumata dopo i temporali che sovente arrivavano a dare refrigerio ad una natura ancora intatta, il ranocchio in panciolle gracidava beatamente, i grilli e le cicale cantavano la loro beatitudine e svogliatezza, le lucciole indicavano la strada nelle ore notturne alle fate e ai folletti che facevano capolino solo quando nessuno poteva scorgerli.

Qui tra un campo di grano e un vigneto, tra un bosco e un meleto, viveva anche una bambina molto felice, giocava da sola o in compagnia di altri bambini, giocava rotolandosi nell'erba, acchiappando farfalle di mille colori, giocava perchè è questo che fanno i bambini felici, giocano senza pensieri di un domani perchè il domani un bambino non lo vede, vede solo prati sui quali correre, sente solo il profumo dell'Estate in arrivo o l'odore del legno bruciato nella stufa quando arriva il «mago» Inverno.

Erano bei tempi, in estate si andava al vicino torrente per fare le gare come quelli che si vedevano nella T.V.in bianconero, c'era la voglia di vincere, l'entusiasmo per due tiri ad una palla che puntualmente scappava lungo la corrente che se la rideva a fare sempre questo scherzo schizzando acqua a più non posso ma era acqua cristallina e trasparente, quasi che si poteva acchiappare con le manine e berla come la migliore di tutte le bibite.

"La bambina che guardava l'acqua" di A. Angiolini
"La bambina che guardava l'acqua" di A. Angiolini

La bambina guardava l'acqua e pensava fosse viva, come una bella signora con cui poter parlare, la vedeva sinuosa e sempre con movenze eleganti passare e andare … passare e andare, molto fiera e rassicurante sempre scintillante baciata dal sole un pò come quando si guarda la propria mamma, la vedi sempre bellissima perchè è bellissima. Si molte volte c'era pure lei, la mamma che lavava due panni, con i capelli un pò scomposti, le mani indaffarate, gli occhi un pò arrossati ma pur sempre vigili, non c'erano chat, non c'erano selfie, quasi che quei momenti dovessero restare fermi in quel tempo, irripetibili e non modificabili, la foto ricordo era solo un'immagine scolpita nella mente. 

"Una vita a colori è sempre più tollerabile" di A. Angiolini
"Una vita a colori è sempre più tollerabile" di A. Angiolini

Poi un giorno si trovò di fronte all'acqua, non c'erano più i suoi amichetti, l'acqua non era più scintillante, i ranocchietti non gracidavano più, e i pesciolini? Dove erano finiti? Magari affogati da cose brutte gettate lì per caso. Tutto era diverso, pure la bambina non era più bambina, si guardò nella poca acqua rimasta e vide riflessa una piccola donna, forse un pò triste, forse un pò stupita perchè niente intorno le ricordava ciò che aveva come uno dei ricordi più cari, la sua spensieratezza in un luogo felice dove c'era il sole di giorno e la luna di notte, le cicale cantavano e dentro il torrente viaggiava una bellissima signora. La piccola donna pianse, intorno a lei come una tenebra le faceva da abbraccio, lo scroscio delicato del torrente si era attenuato tanto da non sentirlo quasi più, lei era rimasta sola perchè i suoi compagnetti restavano ormai in casa a giocare con strani esseri apparsi a loro improvvisamente con cui si divertivano a parlare perché sembravano più divertenti di un girotondo, di una capriola su un prato, di una canzoncina cantata insieme in una qualsiasi giornata passata a rincorrersi tra vigneti carichi di grappoli d'uva succosi e invitanti. Non esisteva più nulla di vero, persino le nuvole passeggere erano sempre scure scure, come se trasportassero un brutto presagio, come volessero dire «aiuto non riusciamo a fermarci, non possiamo piovere», i campi erano diventati gialli, i fiori stavano lentamente appassendo, persino i girasoli non alzavano più la loro chioma, sembravano dei re senza corona.

La Natura, Antonella Angiolini
La Natura, Antonella Angiolini

La natura era stata devastata da persone cattive a cui non importava un bel niente di calpestare un manto di soffice erba come non importava gettare nell'acqua liquidi velenosi! La bambina guardò l'acqua e pensò «non volevo crescere perché lo sapevo che sarebbe andata a finire così». Ora non si raccontano più le favole ai bimbi prima della nanna, ci pensano gli amichetti dello schermo a farli addormentare, un sonno senza traccia, senza memoria. Non esistono più le giornate passate in riva al torrente perchè non c'è più il torrente ma solo ciotoli sporchi e qualche testa di bambola che spunta qua e la, non esistono più notti incantate con fate e folletti perchè a nessuno importa di andare a cercarli.

Opera di Antonella Angiolini
Opera di Antonella Angiolini

Per colpa di persone malvagie furono distrutti i sogni di tutti bambini del mondo. Un muro venne eretto tra la natura e i suoi abitanti, tra il cielo e la terra, tra il mare e la montagna, tra il sole e la luna. La piccola donna allora si mise a pensare «perché uomo costruisci muri? Il muro non fa guardare oltre, il muro imprigiona i tuoi pensieri, imprigiona il tuo volere. Ecco che se c'è amore non lo puoi vedere, non lo puoi toccare e non lo puoi comprendere. Allora perché non costruisci delle torri? Solo così potrai tornare a vedere e a sentirti umano.»

Intanto la piccola donna si era fatta una giovane donna, i suoi pensieri erano diventate parole, le urlò al vento, le urlò al sole, le scrisse sui muri, quando finalmente qualcuno come lei le si avvicinò e poi un altro e poi altri ancora! Tutti lamentavano questo scempio, avevano cercato di convincere i loro ex amichetti a lasciar perdere i giochini che parlavano con voce metallica, a ritornare a cantare per strada e tra i vicoli, ma niente, erano ormai persi in quel mondo fantastico a loro dire ma che di fantastico aveva solo un luccichio ipnotizzante e quella falsa magia che li aveva incantanti.

"All'attacco" di Antonella Angiolini
"All'attacco" di Antonella Angiolini

Ma a ribellarsi a tutto questo non c'erano solo loro, i folletti, le fate, e altri esseri fantastici si fecero coraggio e sbucarono fuori dai loro nascondigli notturni, molto faticosamente perché lo sporco aveva intasato le loro porte di casa, invadendo le loro semplici ma confortevoli dimore. Decisero tutti insieme una rivolta, di notte sbucavano di qua e di la infastidendo gli schermi dei finti giochini, si posizionavano alle sponde del letto dei fanciulli solleticando i loro piedini e svegliandogli da quel sonno senza sogni. I grilli sopravvissuti si rimisero a cantare e le cicale sempre con molta calma proposero un attacco al nemico! Tutti, i ragazzi, gli animali del bosco, gli gnomi le lucciole e la fanciulla si misero in marcia con tanto di bandiere ineggianti la libertà, fazzolettini svolazzanti, cappellini di mille colori, incontro al nemico, incontro al loro destino.

La Natura, Antonella Angiolini
La Natura, Antonella Angiolini

Pure le api si stavano «armando», cappelli antinfortunistica, arieti con lancio di palle giganti di cera, per ultima la regina molto arrabbiata per la mancata produzione del succulento nettare. All'arrembaggio! !

Insomma un gran tafferuglio, ma sarebbe servito tutto ciò? Era una corsa contro il tempo, inafferrabile nel suo divenire, l'essere umano aveva voluto tutto e ora non aveva più nulla. Solo tanto rumore, tanto sporco, tanta roba inutile ma ormai necessaria per sopravvivere ad una lenta ma inarrestabile distruzione del nostro pianeta che guardato con gli occhi di un bambino sembra così bello ma che invece ormai è così triste.

La Natura vista dalla finestra, A. Angiolini
La Natura vista dalla finestra, A. Angiolini

La bambina ormai donna lo sapeva, il tempo stava per scadere, guardò l'acqua e vide solo se stessa in lacrime, tese una mano e un pesciolino sopravvissuto le tese la sua pinna, i due si presero per mano e scomparvero in un mondo nuovo dove poterono vivere senza barriere, senza imposizioni, senza dover respirare aria insalubre e ingoiare acqua contaminata.

Antonella Angiolini
Antonella Angiolini

Erano in un paradiso. Forse un giorno avrebbero recuperato anche i loro amici rimasti a combattere. Forse…

Antonella Angiolini

(Cliccare sulle foto per ingrandirle).

Sabato 10 ottobre 2026

© Riproduzione riservata

25 visualizzazioni

Commenti
Lascia un commento

Nome:

Indirizzo email:

Sito web:

Il tuo indirizzo email è richiesto ma non verrà reso pubblico.

Commento: