P. Luigi Kerschbamer missionario: le Lettere. 13. Un fruttuoso ritiro in Seminario

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P. Luigi Kerschbamer missionario: le Lettere
13. Un fruttuoso ritiro in Seminario

Dopo le vacanze abbiamo ripreso con un pò di stanchezza spirituale, perché tre mesi lontano dal gruppo di preghiera e dalla forza della preghiera, raffredda non solo un seminarista, ma chiunque

di Gutti Carpineti

Un ritiro in Seminario
Un ritiro in Seminario

UN RITIRO IN SEMINARIO

Rivestitevi dell’armatura di Dio (Efesini 6,13)

Dopo le vacanze abbiamo ripreso con un pò di stanchezza spirituale, perché tre mesi lontano dal gruppo di preghiera e dalla forza della preghiera, raffredda non solo un seminarista, ma chiunque. Il Signore però è molto buono e ci sostiene come sa Lui. 

Due seminaristi durante le vacanze hanno fatto un ritiro di approfondimento e adesso pregano più di me. Grazie al Signore, sono ammirati e stimati da tutti e quindi lavorano facilmente tra i loro compagni, partecipando agli incontri del Rinnovamento, ai gruppi di preghiera degli adulti e dei giovani. Le veglie di adorazione del sabato sono il più grande sostegno per loro, ma ho dovuto limitarle fino all'una, perché altrimenti rimarrebbero a pregare fino alle cinque e, alla Domenica, non potrebbero tenere il ritmo degli altri. Un seminarista è stato arricchito dal Signore con il carisma delle scienza, perciò mando da lui chiunque si trovi con problemi e difficoltà. 

Lo scorso fine settimana abbiamo organizzato un ritiro in seminario per il gruppo di preghiera e ho notato che stava succedendo qualcosa di molto strano: c'era un clima di conversione che si stava attuando sulla falsariga di Efesini 4,17 - 5,17 (che ormai abbiamo imparato a memoria):

«Vi dico dunque e vi scongiuro nel Signore: non comportatevi più come i pagani nella vanità della loro mente, accecati nei loro pensieri, estranei alla vita di Dio a causa dell`ignoranza che è in loro, e per la durezza del loro cuore. Diventati così insensibili, si sono abbandonati alla dissolutezza, commettendo ogni sorta di impurità con avidità insaziabile.

Ma voi non così avete imparato a conoscere Cristo, se proprio gli avete dato ascolto e in lui siete stati istruiti, secondo la verità che è in Gesù, per la quale dovete deporre l`uomo vecchio con la condotta di prima, l`uomo che si corrompe dietro le passioni ingannatrici e dovete rinnovarvi nello spirito della vostra mente e rivestire l`uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella santità vera. Perciò, bando alla menzogna: dite ciascuno la verità al proprio prossimo; perché siamo membra gli uni degli altri. Nell`ira, non peccate; non tramonti il sole sopra la vostra ira, e non date occasione al diavolo. Chi è avvezzo a rubare non rubi più, anzi si dia da fare lavorando onestamente con le proprie mani, per farne parte a chi si trova in necessità. Nessuna parola cattiva esca più dalla vostra bocca; ma piuttosto, parole buone che possano servire per la necessaria edificazione, giovando a quelli che ascoltano. E non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio, col quale foste segnati per il giorno della redenzione.

Scompaia da voi ogni asprezza, sdegno, ira, clamore e maldicenza con ogni sorta di malignità. Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo.

Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi, e camminate nella carità, nel modo che anche Cristo vi ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore.

Quanto alla fornicazione e a ogni specie di impurità o cupidigia, neppure se ne parli tra voi, come si addice a santi; lo stesso si dica per le volgarità, insulsaggini, trivialità: cose tutte sconvenienti. Si rendano invece azioni di grazie! Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore, o impuro, o avaro - che è roba da idolàtri - avrà parte al regno di Cristo e di Dio.

Nessuno vi inganni con vani ragionamenti: per queste cose infatti piomba l`ira di Dio sopra coloro che gli resistono. Non abbiate quindi niente in comune con loro. Se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come i figli della luce; il frutto della luce consiste in ogni bontà, giustizia e verità. Cercate ciò che è gradito al Signore, e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto condannatele apertamente, poiché di quanto viene fatto da costoro in segreto è vergognoso perfino parlare. Tutte queste cose che vengono apertamente condannate sono rivelate dalla luce, perché tutto quello che si manifesta è luce. Per questo sta scritto:«Svègliati, o tu che dormi, dèstati dai morti e Cristo ti illuminerà».

Vigilate dunque attentamente sulla vostra condotta, comportandovi non da stolti, ma da uomini saggi; profittando del tempo presente, perché i giorni sono cattivi. Non siate perciò inconsiderati, ma sappiate comprendere la volontà di Dio».

Perdonate la lunga citazione, ma questo è esattamente il programma che ognuno infatti si è impegnato a vivere, mettendo in luce ciò che di errato è stato fatto nelle tenebre, rinunciando così alle menzogne e alle falsità che aprono le porte al demonio. Sono tre giorni che in pratica sono chiuso nella mia stanza facendo solo direzione spirituale, da cui emerge quello che i giovani avevano deciso di non rivelare mai a nessuno.

Inoltre con i nuovi arrivati abbiamo già iniziato il seminario di vita nuova, che è organizzato in tutto, eccetto l’orario, dagli stessi seminaristi.

Del resto, perché lo Spirito Santo faccia di loro una vera comunità agostiniana sul modello degli atti degli Apostoli, in questi giorni di novena di Pentecoste, un buon gruppo va avanti a pane ed acqua; questo per dei giovani che hanno davanti agli occhi un piatto pieno, richiede ancora più coraggio. Sono decisi però ad andare avanti finché non si siano convertiti totalmente; in particolare vogliono appoggiare quelli che si preparano al noviziato, perché il male è tanto da non credersi.

Nel frattempo ho anche deciso di chiedere una nuova effusione per me stesso ed ho avuto questa Parola: «Rivestitevi dell’armatura di Dio, perché i giorni che stanno per arrivare sono cattivi».(Efesini 6, 13)

Per quanto riguarda i gruppi di preghiera, ora li sto accompagnando un pò meno perché ormai sono troppi, mentre addirittura il Vescovo s'incontra con il pastorale ogni quindici giorni. Il gruppo di preghiera settimanale si riunisce in casa al martedì e la messa alla domenica è sempre molto partecipata. Ci dedichiamo anche molto alla preghiera d’intercessione e si vedono le meraviglie del Signore: il papà di un seminarista, che aveva il cancro, ora sta bene e lavora: «Crediamo con tutte le nostre forze che al Signore niente è impossibile».

Siamo già nel 1985, i novizi sono diciotto e l’entusiasmo è grande. Molti di loro hanno partecipato ad un ritiro di centocinquanta giovani del Rinnovamento, dove il Signore miete molte vocazioni. Ogni giorno ringraziano il Signore che permette loro di vivere nella gioia la loro vocazione.

Finalmente il giorno ventisette di luglio i primi sette giovani hanno emesso i quattro voti nell’Ordine degli agostiniani scalzi. Sono il frutto di otto anni di lavoro, di selezione, di formazione, e delle preghiere e dei sacrifici di tutti. È stato un momento bellissimo quando i sette si sono stesi per terra, lungo la passiera, nel centro della chiesa, simbolizzando così il loro abbandono totale al Signore. È stata per tutti una rinnovata effusione dello Spirito.

Il frutto più grande dell’abbandono allo Spirito Santo è la fiducia illimitata nella Provvidenza, che si prende cura di coloro che si affidano a Lei. Infatti le offerte non mancano, sia dall’Italia sia locali, in denaro o in natura: alcuni portano patate americane (dolci), carne, salsicce fatte in casa, porchette, forme di formaggio, cavoli e verdure; altri invece pagano la decima del loro salario, secondo l’indicazione biblica.

Ma le meraviglie del Signore non finiscono qui: due o trecento persone si riuniscono settimanalmente nelle chiese, mentre contemporaneamente funziona il gruppo dei bambini, composto dagli ottanta ai cento elementi. Vengono quindi i gruppi familiari, i gruppi dei servi (o pastorali) di circa settanta membri, con un incontro di formazione ogni domenica.

Mediamente abbiamo durante il fine settimana (Venerdì sera, sabato, tutto il giorno di Domenica) un ritiro per categorie: giovani, sposi, seminario di effusione, crescita, servi ecc. Mensilmente celebriamo una S. Messa per i poveri.

Abbiamo un programma radio, una libreria, una biblioteca e spesso ci rechiamo in altre città per tenere ritiri o organizziamo rappresentazioni teatrali al fine dell’evangelizzazione.

Gioisco nel cuore per la speranza di una vita che si rinnova continuamente, essendo ogni giorno un Suo dono, ricco di sorprese, che offre, d’altra parte, la possibilità di rinnovare la fiducia in lui, nonostante gli ostacoli.

 In luglio infatti ho potuto partecipare ad un ritiro di una settimana per sacerdoti incentrato sull’esercizio dei carismi. In particolare si è trattato del dono delle lingue (abbandono della voce); del dono della profezia (abbandono del pensiero); del dono del riposo nello Spirito (abbandono del corpo). È stato un momento molto importante per la guarigione interiore, consigliato però solo per i gruppi chiusi. So che le mamme usano il dono del riposo nello Spirito per i loro bambini e funziona a meraviglia.

Per gli agostiniani quest’anno è importante perché ricordano il sedicesimo centenario della conversione di S. Agostino, il cui messaggio e la sua vita sono quanto mai carismatici. Non solo ce lo conferma la sua stessa conversione, a seguito dell’apertura a caso della Bibbia, ma tutta la sua vita intessuta di preghiera e contemplazione mistica. È proprio lui che definisce così la vocazione fondamentale dell’uomo: «La somma opera dell’uomo è soltanto lodare Dio» (Esp. Sal. 44,9). Non c’è di meglio che si possa realizzare se non la lode di Dio.

Lunedì 22 marzo 2021

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