P. Luigi Kerschbamer missionario: le Lettere. Seconda lettera: in viaggio verso il Brasile

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Genova | LETTERE DI UN MISSIONARIO: FIGLIO DELL'UOMO, PREPARA I TUOI BAGAGLI...

P. Luigi Kerschbamer missionario: le Lettere
Seconda lettera: in viaggio verso il Brasile

In questo quarto capitolo presentiamo la prima lettera scritta da P. Luigi, che descrive la piena attività a Genova con i primi gruppi del Rinnovamento nello Spirito e la sua pronta adesione alla chiamata di Dio. Da Genova... prima tappa il Brasile

di Gutti Carpineti

In viaggio verso il Brasile
In viaggio verso il Brasile

MEDITAZIONE SOPRA UN AEREO.

«L’ anima mia magnifica il Signore…»(Lc. 1,46)

Torno indietro con la memoria e mi trovo sull’aereo, che dalla Malpensa di Milano trasvolava alla volta di Rio de Janeiro, mia nuova destinazione.

È il Signore che ci chiama, alleluia!

È il Signore che ci guida, alleluia!

Il Signore vive in noi, alleluia!

Benediciamo il Signore!

Con un certo piacere mi risuonavano nella mente le note di questo canto mentre, a quota 12 mila metri, attraversavo l’equatore diretto verso il Brasile. Il mio cuore cantava, ero contento della chiamata che il Signore mi aveva fatto, ero sicuro della sua guida, sentivo la sua presenza. Lo sentivo dentro di me, sì, Lui che, per dirlo con le parole di S. Agostino, «È più intimo a noi che noi stessi». 

Ringraziavo il Signore per la libertà che mi aveva donato, sentivo che stavo rinascendo per il taglio netto che Lui mi stava aiutando a realizzare con il passato, mi sentivo leggero e gioioso come un uccello che vola alto nel cielo e canta per il suo Creatore. Come d’abitudine, con la Bibbia tascabile a portata di mano, con la semplicità di un bambino che si rivolge al proprio Padre per chiedere qualcosa, ho chiesto a Dio una conferma dei miei pensieri e della situazione del momento. Come sempre la risposta fu pronta e chiara:«In verità vi dico: «Non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e del Vangelo, che non riceva già al presente cento volte tanto…»(Mc. 10, 29).

Mai come in quel momento mi è sembrata vera la Parola di Dio. Mi veniva voglia di cantare il Magnificat, come Maria, usare le sue stesse parole, perché sentivo di aver risposto anch’io, fidandomi solo del Signore. Avevo detto il mio «Eccomi» ed ero in viaggio…

Pensavo al passato, alla famiglia, a Lauregno nell’Alta Val di Non, ai confratelli, agli amici, ma con dolcezza e serenità; pensavo a tutte le piccole e grandi cose operate gratuitamente nella mia vita. D’altra parte ero sicuro che i doni di Dio sono in continuo aumento e che il futuro che mi aspettava sarebbe stato ancora più meraviglioso.

Ringraziavo Dio perché mi aveva scelto nonostante la mia nullità, perché mi aveva amato da sempre, perché mi aveva chiamato alla vita religiosa, perché mi aveva fatto un ministro nel sacerdozio e mi stava mandando alle nazioni a predicare il Vangelo!

Mi passavano nella mente tutte le persone che Dio mi aveva messo sulla strada; tutti quelli che erano fratelli nella fede, mediante la sua grazia; tutti quelli che erano diventati collaboratori per l’estensione del suo regno, in particolare negli ultimi tempi, con il sostegno materiale, con la preghiera, con la totale disponibilità alla volontà di Dio. Un grazie profondo saliva all’autore di ogni cosa, a colui che può rinnovare e trasformare ogni persona.

La certezza dell’Onnipresenza di Dio e del suo amore infinito accrescevano in me la speranza per il futuro, nonostante le inevitabili difficoltà iniziali, la mentalità, la lingua, i costumi diversi.

Senza farlo apposta mi capitò sotto gli occhi un passo di uno dei due libri che mi ero portato, oltre alla Bibbia:«Anche da lontano puoi fare maturare un conversione, far sbocciare una vocazione, alleviare una sofferenza, assistere un moribondo, illuminare un responsabile, pacificare una famiglia, santificare un sacerdote.»(G. Courtuois)

L'immenso Brasile
L'immenso Brasile

Che grazia essere cristiani, che dono la fede!

Mentre l’aereo atterrava pesantemente, coperto dagli applausi e dal battimano dei miei compagni di viaggio, non ho potuto fare a meno, nonostante fossimo in Quaresima, di cantare l’alleluia.

Atterrato, sono stato accolto calorosamente dai confratelli e, già lo stesso giorno, è incominciata la missione, con lo stesso e unico sacrificio che salva, anche se in lingua diversa:«Ao nome do Pai e do Filho e do Espirito Santo…»

Venerdì 26 febbraio 2021

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